It’s better in the matinée, Franz Ferdinand@Bologna_29\3\2009

Inauguro il blog parlando di una band che aspettavo di vedere da cinque anni: li seguo dagli inizi, ma li ho persi qualche anno fa prima a Bologna e sucessivamente a Torino per varie ed eventuali.
Prima di LORO, i Franz Ferdinand, avrei voluto scrivere di altre band come: Muse, visti tre volte e probabilmente la best live band che abbia mai visto; Queens of The Stone Age, pazzeschi a dir poco; Social Distortion, un gruppo di Punk quarantenni spettacolari; quel pazzo scatenato, secondo la stampa, di Peter Doherty e i suoi Babyshambles; altri gruppettini che però in UK sono già abbastanza conosciuti ed apprezzati,mentre qui in Italia sono sconosciuti o molta gente evita perchè non passa su Mtv.
Ora si parla di Franz Ferdinand e del concerto di Bologna del 29 marzo.
Ricordo che la formazione della band è questa:
Mr Alex Kapranos_voce e chitarra,
Mr Bob Hardy_basso,
Mr Nick McCarthy_cori-chitarra-tastiera,
Mr Paul Thomson_cori-batteria.
Il concerto del 29 marzo è uno di quei concerti di cui non ci si dimentica tanto facilmente, almeno per quanto mi riguarda, e questo è dovuto alle ore di attesa accumulate prima del concerto, non per dire ma ero davanti all’estragon già alle 10 di mattina.
Questo andare ore ed ore prima ad un concerto, o meglio aspettare che i cancelli aprano, può essere considerato o come un segno di pazzia totale oppure come un’abitudine che si prende dopo vari anni quando si prova l’emozione di stare attaccata ad una transenna e sentire il concerto di una band che si adora, proprio dalla prima fila.
Per i Franz non mi è andata bene per la prima fila, a causa della mancata organizzazione dell’estragon, ma comunque sia ero in seconda fila laterale sotto a Mr Bob Hardy: concerto tranquillo quindi, a meno che il bassista non sia un pazzo scatenato che saltella e corre per tutto il palco. IMPOSSIBILE trovare un bassista così: il più “scatenato” che abbia mai visto è Chris dei Muse che muove il capoccione e basta.
Prima dei Franz ovviamente c’è il gruppo spalla di cui ho scoperto il nome non appena visto il loro logo luminoso sul palco, KISSOGRAM e di questi devo parlare assolutamente.

I Kissogram vengono da Berlino e la mia prima impressione di questa band non appena salita sul palco, alle 20.15 circa, è stata:
un cantante-chitarrista con i capelli uguali al Kapranos, un nerd alle tastiere e un batterista non ben visibile.
Nel corso del loro concerto il cantante si è mostrato un bravo frontman checercava di coinvolgere il più possibile il pubblico, il tastierista nerd un ragazzo troppo stiloso e troppo geniaccio nel creare varie sonorità e un batterista molto valido.
Sul loro myspace si definiscono “Indie New Wawe Electro Funk” e dopo averli visti live devo dire che sono una band davvero valida e che mi auguro faccia strada.
http://www.myspace.com/kissogram
Tra tutte le cose positive del concerto dei Kissogram ovviamente c’è qualcosa che entra in contrasto e riguarda l’organizzazione: le luci erano a dir poco pessime ed era impossibile fare foto.
Entrando poi nell’argomento “foto” voglio parlare anche del bellissimo foglio A4 davanti alle porte dell’estagon con scritto ” NO AUDIO. NO FOTO. NO VIDEO” oltre che alle locandine extralarge davanti alle porte per non far vedere ai fan la postazione del tecnico del suono, nemmeno fosse il soundcheck!!!!
Da una parte li capisco, ma diciamo che il prezzo del biglietto comprende anche il fare almeno le foto e magari stare al coperto per un pò di tempo, prima di aprire le porte per evitare, se c’è come nel caso di domenica, la pioggia.
Continuiamo col concerto dei Franz Ferdinand che ha battuto 10 a 0 l’organizzazione del locale.
I Franz Ferdinand entrano puntualissimi sul palco, alle 21.30: Alex al centro, mi sembra ovvio, Bob e Nick rispettivamente alla sinistra e alla destra di Alex e Paul, con la sua batteria trasparente fantastica, dietro.
Il concerto inizia con la bellissima e travolgente “The Fallen”, in cui il pubblico cerca di cantare, ma è troppo veloce e come nell’album è difficile stare dietro a Alex.
La seconda in scaletta è la canzone grazie alla quale ho iniziato a seguire, amare e via dicendo i Franz Ferdinand, “Matinée”: da quando vidi qualche anno fa il video su mtv persi la testi per questi 4, che esteticamente non erano chissà cosa, ma il livello di fascino era, e resta, alto.
Ovviamente su questa non può mancare il singalon del pubblico, strepitoso sentire quelle voci tutte insieme, e il ringraziamento finale di Alex dicendo che il pubblico canta molto bene :cosa molto strana dato che molti artisti stranieri affermano che gli italiani si inventano i testi delle loro canzoni.
Chi si dimentica le canzoni è sicuramente l’ometto di 37 anni sul palco che si dimena come se ne avesse  15 in meno, comlimenti Alex: “No you, girls” era una canzone che odiavo, ma dopo averla sentita live l’ho amata grazie al kapranos che non si ricordava l’ordine delle parole o se le dimenticava completamente.
Come si fa a non amare un essere simile?! Impossibile.
Le risate non mancano durante qusta canzone e successivamente viene presentata la canzone delirio dei Franz, “Do you want to”.
Puro delirio e singalong finale su “Lucky lucky, you’re so lucky”, una meraviglia insomma.
Il delirio continua con “Tell her tonight” e su questa canzone voglio parlare soprattutto della voce del Signor Nicholas McCarthy: avrà studiato musica, chitarra e pianoforte, ma è stonatissimo soprattutto quando entra in delirio, nel senso che se non si mette a  ballare e muoversi  non è contento: un altro intrattenitore sul palco oltre al Kapranos.
La canzone che segue è “Walk Away” e questa il pubblico dll’estragon la canta fino a perdere la voce “I love the sound of you walking away, you waking away…”: l’emozione che trasmette questa live è unica ed indescrivibile.
La prossima è quella più conosciuta in assoluto dei Franz che si balla ovunque e comunque, “Take me out”: ecco che inizia i movimento vero e proprio anche sotto Bob,quello prima era più leggero, finalmente.
Durante queste prime canzoni noto su ciascuna di questa uno sguardo, uno sguardo attento e da vero e proprio detective che mi punta e che punta la mia zona: Bob guarda e osserva e questo è piuttosto inquietante dato che è uno sguardo parecchio “serio” (definire Bob Hardy una persona seria è come dire che il papa riesca a cantare le canzoni di Marylin Manson).
Andiamo avanti..
“Turn it on”, la traccia numero due di “Tonight: Franz Ferdinand” che stava per diventare un singolo, esguita molto bene, ma non seguita moltissimo dal pubblico.
Il concerto va comunque avanti e Bob continua a fissare.
“Twilight Omens”: questa canzone su album non riesco mai ad ascolarla tutta, non mi prende come le altre, ma posso dire che live è spettacolare e non così “moscia” come pensavo.

Vorrei diffondere una petizione su internet e chiamarla così: “aiutiamo Alex il Kaprone a imparare almeno il ritornello di “Michael” “.
“Michael” è, appunto, la traccia che segue “Turn it on” e Alex si ricorda poco e niente: parole a caso, inventate e mescolate come su “No you, girls”. Nonostante il dimenticarsi tutto Alex riesce a coinvolgere comunque il suo pubblico, lo fa saltare ed entusiasmare, e questo è un punto a favore del frontman.
Intanto noto con piacere che Paul, amo platonicamente quest uomo per le sue espressioni facciali fantastiche, si toglie la maglietta e che Alex ha camicia e pantaloni, zona osso sacro se vogliamo specificare, di un colore diverso: stanno sudando come dei Kaproni per farla breve.
Dire che amo l’energia della canzone dopo è poco, e questa è “Bite Hard” che ho amato sin dal primo ascolto del nuovo album.
“Bite Hard” come il resto delle altre canzoni più movimentate coinvolge il pubblico  il nuovo sound dei Franz invade l’estragon.
Scoppia il delirio assurdo su “Ulysses” con parte del video ufficiale dietro, con Nick che fa delle strane mossettine mentre suona la tastiera e con Paul che devasta la batteria alla fine. Il basso è una meraviglia: grazie Bob.
Alex ha una voce ridicola e invece di trasformare quel “but last night was wild” lo trasforma in un urlo delirante-tremolante con in mezzo una risata come per dire “non riesco a farlo come nel video, spero che per voi vada bene lo stesso!”. E come se va bene!!!.
Finisce “Ulysses” ed inizia una pausa di 2-3 minuti per quei poverelli sudaticci che non si sono fermati un attimo se non per ringraziare, per urlare qualcosa in italiano o una lingua simile al pubblico o per cambiare gli strumenti.
Rientrano sul palco, più sudati di prima e con la birra Peroni in mano, chissà cosa avranno pensato i Franz non appena assaggiato quella “birra”.
“What she came for”: Bob ma perchè mi fissi in quel modo?!!?!?!? Questa cosa di Bob che fissà chiunque sotto di lui inizia a farmi davvero paura.
I cori della canzone: Nick sarà stonato ma è un genio del male e questo non smetterò mai di ripeterlo, sono un delirio;  la parte finale con la schitarrata è indescrivibile,  c’è poco pogo e questo non va affatto bene, ma fortunatamente ci si muove lo stesso e ci si schiatta dal caldo.
Per il caldo e la mancanza di acqua ringrazio la sicurezza dell’estragon: degli omoni a braccia incrociate che hanno a disposizione una ventina di bottigliette d’acqua, ma preferiscono veder morire una persona piuttosto che aiutarla ad uscire o darle da bere.
Andiamo avanti.
La morte:
“Outsiders”.
La mia morte.
Questa canzone è una delle mie preferite in assoluto dei Franz Ferdinand e sentirla live, non solo ascoltarla quindi, è una scossa elettrica che invade il corpo, un qualcosa che ti appartiene e che nessuno ti può togliere, un pezzetto di anima, un ricordo..un qualsiasi cosa!
La parte finale e l’intro di quella canzone prolungata di circa 10 minuti mi fa prendere un infarto: “Lucid Dreams”: questa parte finale di “Outsiders”- intro di Lucid Dreams” è un raduno dei Franz intorno alla batteria di Paul e quei 4, armati di bacchette, iniziano a sfogarsi sulla batteria in maniera fantastica.
Torniamo alla traccia 10 di “Tonight” che sicuramente è una di quelle canzoni che lascerà il segno nella carriera dei Franz: sembra di essere a un rave, ho ballato di più per la parte finale di questa che con un intero concerto dei subsonica, mi scuso per il paragone insulso.
Canzone a dir poco fantastica, eseguita benissimo, con tanto impegno e con mossettine-balletti dei Franz unici nel loro genere!
Il concerto poi si conclude con una canzone del primo album, “This Fire”: canzone urlata, ballata, pogata.
La cosa più brutta di un concerto, in parte, è quella sensazione orribile inspiegabile che viene proprio quando mancano 2 minuti alla fine dell’esibizione: non so come descrivere questa strana sensazione, è particolare, provoca un senso di dispiacere, poi se si conosce la scaletta e l’ultima canzone di questa, la situazione è più tragica.
Finisce il concerto che sembra essere durato non un’ora e venti, ma un quarto d’ora: forse questo perchè hanno fatto solo una pausa, hanno suonato veloce..boh.
Alex ci saluta presentandoci il resto della band (ma che si guarda ancora Bob Hardy!?!?!?O_O) e i 4 se ne vanno inchinandosi.
Grazie.

Altri due punti deboli dell’estragon:
1. il guardaroba,
2. i musicisti rinchiusi in gabbia.
Per prendere giacca e borsa ho pogato di più là in mezzo che durante il concerto.
Per fare una foto con Bob e Alex bisognava acconentarsi della recinzione, sembrava di stare allo zoo, se no niente.
Altro punto a favore dei Franz è la loro disponibilità: Alex che poi canticchia “40′”  con altri fan mentre firma autografi è un evento che non si può perdere, perchè solo Alex può cantare-ridere-borbottare e parlare allo stesso tempo!!!

Alla fine di tutto questo voglio dire solo 3 cose:
1. I franz ferdinand live son a dir poco spettacolari e divertenti
2. non bisogna avere paura di Bob quando fissa, l’importante è cantare e ballare invece di guardarlo fisso e magari prendersi un infarto dalla paura (ripeto: Bob Hardy non può avere uno sguardo serio perchè dal’espressione che ha nella mia foto NON può essere una spia o uno della CIA)
3. sarà impossibile far ricordare al Kaprone almeno 4 canzoni perchè entra in delirio mentre cantaparlaborbottaballa.

Voto del concerto: 9, solo perchè meritano davvero di essere visti.

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