Only If You Run

Ed ecco a voi Paul Banks, senza Interpol, e con un nuovo nome: Julian Plenti

Only if you run
Fun that we have
Skyscraper
Games for days
Madrid song
No chance survival
Unwind
Girl on the sporting new
On the esplanade
Fly as you might
H

L’album “Julian Plenti is..Skyscraper” esce il 4 agosto, ma data la mia fretta-voglia-amore-curiosità di ascoltare questa cosa di Paul, non ho proprio resistito.
L’album parte con la tranquillissima, nonché bellissima, “Only if you run”: una canzone che mette tanta tranquillità e serenità.
La voce di Paul Banks in modo automatico fa pensare agli Interpol: manca il basso di Carlos, il modo fantastico di suonare di Daniel e ovviamente manca Sam.
“Fun that we have” ha tante influenze ed è decisamente più movimentata della prima: nella canzone si sente tanta roba, anche i Placebo a un certo punto, forse a causa delle tastiere??
“Skyscraper” parte con un inizio monotono, lento che mette un po’ di noia addosso..
Ad un certo punto si sente la voce leggerissima, un sospiro, dello stesso Paul\Julian. La canzone inizia ad ampliarsi, non si sente più una melodia monotona. C’è altro, molto altro. A un certo punto la voce di Paul si fa più viva con il “shake me shake me, skyscraper”.
La canzone è determinata da quella solita melodia che al finale , a un certo punto, diminuisce e poi si conclude di colpo.
“Games for days”: l’inizio di questa canzone è semplicemente molto bello al quale viene aggiunta la batteria e la voce di Paul, stupenda mi pare ovvio.
Per quanto riguarda le strofe si ha lo stesso passaggio di chitarra che varia, crescendo fino al ritornello.
Paul urla di più, si sfoga, è più sicuro e molto semplicemente mostra di valere tanto anche da solista.
Intorno al minuto 2.30 si sente la chiara influenza degli Interpol, ma poi varia tutto: questo tutto si fa più pesante, anche la chitarra, che differisce parecchio dal gruppo di Paul. Il finale viene spezzato con un cantato sottovoce. Gran bella canzone.
“Madrid Song”: immaginate un piano e Paul Banks che vi sussurra nell’orecchio, così, per tutta la canzone. Canzone, quindi, molto lenta, ma quel sussurro di Paul mette i brividi.
Passiamo a “No Chance Survival”: canzone tranquillissima a dir poco, voce leggera di Paul che a certi punti emette sospiri.
Questa canzone è decisamente una lullaby, una ninna nanna.
Di certo non è una lullaby la canzone successiva, “Unwind”: l’intro è più movimentato e le trombe iniziali ricordano qualcosa di cavalleresco. La voce di Paul inizialmente, e giusto per far venire un mezzo infarto a qualcuno, è sottile, così come nella strofa successiva quando la musica si placa con solo l’accompagnamento di pianoforte e basso.
La musica si riprende il suo spazio iniziale per il ritornello, così come Paul che alza la sua voce.
Unwind rimane in testa facilmente.
“Girl on the sporting news” è semplicemnte meravigliosa: la voce di Paul, oltre ad essere sempre così perfetta, è bassa e lenta tanto che a un certo punto, lo stesso cantante degli Interpol è in uno stato di ansia.
Probabilmente la più bella dell’album.
“On The Esplanade” è un sogno. Lenta, ma in modo differente dalle altre, e in termini metaforici: la voce di Paul è un soffio e le sue parole delle foglie che volano via.
Ecco come descriverla.
La stessa melodia in sottofondo sembra portare via tutto, ma con molta delicatezza.
“Fly as you might”: musica e parole sembrano spezzate dal suono della chitarra e questo “spezzare” rende tanto.
Lo spezzare termina verso gli ultimi secondi della canzone, con una melodia aggiuntiva a quella precedente e con un “fly as you might” sospirato da Paul.
L’album si conclude con “H”: inizio tranquillo e dopo poco molto più inquietante quasi da portarmi nel mondo surreale di Tim Burton.
La voce di Paul\Julian sembra sparire nel nulla, si placa e l’album termina improvvisamente.

Il cantante degli Interpol PUO’ benissimo fare il solista: non ha bisogno della band per costruire un progetto parallelo così, nonostante il mio grandissimo amore per gli Interpol.
Un bellissimo album, molto tranquillo che porta fino all’estraniamento della realtà, su un altro mondo…probabilmente quello di Julian Plenti.

Voto: 8.5

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