Keep calm and carry on…

Keep calm and carry on, ovvero il nuovo album degli Stereophonics.
Oramai li abbiamo persi: non torneranno mai più quelli degli anni ’90, scordiamocelo, forse proprio perchè la vecchiaia è giunta pure per loro.
Questo non vuol dire che il loro ultimo album faccia pena e sia inascoltabile: questo no.
Le influenze rimangono sulla stessa linea d’onda degli ultimi album degli Stereophonics e rimane un album tranquillo e che si ascolta con molta facilità.
Insomma: non è nulla di che, ma allo stesso tempo è caruccio e non vedo l’ora di vederli live.
Oltre a questo sul nuovo album di Kelly Jones & co. non so che scrivere, a parte l’artwork stupendo, quindi stop.

Tracklist
1. “She’s Alright”
2. “Innocent”
3. “Beerbottle”
4. “Trouble”
5. “Could You Be The One?”
6. “I Got Your Number”
7. “Uppercut”
8. “Live ‘n’ Love”
9. “100mph”
10. “Wonder”
11. “Stuck In A Rut”
12. “Show Me How”

Dopo gli Stereophonics mi sono dedicata a “Y Not”, ovvero il nuovo album di Sir. Richard Starkey Jr, per gli amici Ringo Starr.
Non sarà Paul McCartney, presente nella traccia “Walk with you” (stupenda del resto), ma Sir . Richard ha tirato fuori un gran bell’album: intenso, dolce, e con vari riferimenti a Liverpool e al suo passato ; “Peace dream” per esempio cita una sua vecchia conoscenza, un certo John lennon….
L’unica cosa che non sopporto né di Paul né di Richard, scusate ma proprio non sopporto il nome “Ringo” (mi ricorda il nome di un cane, o peggio di uno che cerca di fare radio e dice “ruock and ruoll” a cazzo senza sapere cosa sia), è il fatto che non vengano in Italia, o nelle vicinanze, per un cazzo di concerto: su last.fm leggo sempre le solite date in UK (e ok, si potrebbe fare una tappa lì), United States e South America.
Venderei un rene su ebay per vedere in concerto o Paul o Richard.
Musicalmente su “Y Not” c’è qualcosa da dire?
Assolutamente no: si sente che Ringo Starr ama mischiare più sound e ha un’esperienza incredibile.
E’ Richard Starkey, basta, non c’è niente altro da dire: la stessa cosa vale per George, che mi manca troppo e tanto (é il mio Beatles preferito), John e Paul.
Chiudo.

Tracklist
1. “Fill in the Blanks” (Featuring Joe Walsh)
2. “Peace Dream” (Featuring Paul McCartney on bass)
3. “The Other Side of Liverpool”
4. “Walk With You” (duet with Paul McCartney)
5. “Time”
6. “Everyone Wins”
7. “Mystery of the Night”
8. “Can’t Do It Wrong”
9. “Y Not”
10. “Who’s Your Daddy” (Featuring Joss Stone)

Buon ascolto!

“Heartland”.

Lo ripeto ancora una volta: last fm e tag non vanno per niente d’accordo.

In questi giorni mi sono dedicata all’ascolto di due nuovi album: quello di Owen Pallet “singer-songwriter” canadese; e quello dei The Silent League.

Dopo album tutti uguali tra loro, maledetta indie, se non per la voce o poco altro, finalmente un album decente.
L’album di questo ragazzo lo consiglio insieme a qualcosa di Sir. Rufus Wainwright, artista che amo alla follia per la sua incredibile voce.
Torniamo a Owen Pallet: “Heartland” mi piace parecchio, anche perchè il ragazzo fa riferimenti non indifferenti a vari generi musicali: in qualche canzone mi ricorda il caro Ewan McGregor cantante in “Moulin Rouge”; in altri punti ci sono dei riferimenti evidenti riguardanti la mia cara amata Musica Classica;le tastiere e le percussioni ci portano in un mondo fantastico, e poi lui, a tratti, il suono di quel meraviglioso violino (in effetti ricorda anche Patrick Wolf…).
Quest’album è tutto un mescolarsi di suoni e di mondi: in un certo senso sembra di viaggiare quando lo si ascolta.
La voce del ragazzo, allo stesso modo del ritmo, melodia e armonia, non rimane indifferente: la sua è una voce che sa cambiare ed evolversi in continuazione oltre ad essere intensa e ben piazzata nelle canzoni.


Tracklist

1. “Midnight Directives”
2. “Keep the Dog Quiet”
3. “Mount Alpentine”
4. “Red Sun No. 5”
5. “Lewis Takes Action”
6. “The Great Elsewhere”
7. “Oh Heartland, Up Yours!”
8. “Lewis Takes Off His Shirt”
9. “Flare Gun”
10. “E Is for Estranged”
11. “Tryst with Mephistopheles”
12. “What Do You Think Will Happen Now?”

Se c’è una cosa che odio è la voce tastierata, aka la voce modificata dalle tastiere ed effetti simili: è una cosa truzza, oscena e che distrugge armonia e melodia in musica.
In piccola parte, questi effetti sono creati proprio dalla band citata all’inizio, i “The Silent League” con il loro nuovo album “But you’ve always been the caretaker”.
Dopo aver ascoltato le prime tre tracce avevo intenzione di eliminare l’album, poichè mi sembrava veramente osceno: per fortuna sono andata avanti e non ho chiuso Banshee.
Ho lasciato che l’album continuasse e fortunatamente è iniziato a piacermi: fortunatamente perché mi fa sempre piacere scoprire nuove band, questo lo ripeto in continuazione in ogni post.
Questo dei The Silent League”, è un album pop e non solo, dato a piccoli riferimenti a una parte più “orchestrale” o alle tastiere, di facile ascolto e a tratti “ambiguo”: ci sono delle canzoni meravigliose, magari un pò più impegnative, mescolate a canzoni no-sense.
La voce e i cori a tratti formano un insieme unico, quasi volessero formare un unico strumento.
Altro punto di forza della band sono i riferimenti a vari generi musicali: a volte questi generi sono mescolati tra di loro, anche in un’unica canzone, e possono creare grande contrasto, quasi volessero confondere l’ascoltatore.
L’influenza orchestrale, una delle tante, crea attimi di grande serenità nell’ascoltatore, ma è necessario valutare proprio gli altri riferimenti musicali poiché potrebbero comparire da un momento all’altro: ecco ancora l’ambiguità e il contrasto.
Quest’album mi piace proprio per questo suo essere ambiguo e per il suo mix di suoni.

Tracklist

1. Egg-Shaped
2. When Stars Attack!!!
3. Yours Truly, 2095
4. Little i
5. There Is A Caretaker In The Woods
6. Sleeper
7. Here’s A Star
8. Dayplanner
9. The Ohio Winter Conventioners
10. Rules of Disengagement
11. I Go
12. But You’ve Always Been The Pilot
13. Resignation Studies
14. Final Chapter Meeting
15. How and Why our Dads Lost The War

Buon ascolto.

Auf Achse (rimanendo sull’asse dell’indiii).

Last fm esagera sempre nel taggare gli artisti, per esempio I “The Go Find” , band tedesca di Berlino, con due album all’ attivo (“Miami” e “ Stars on the Wall”), fanno “indietronica” (che termine del cazzo nè) giusto perchè c’è la misera comparsa delle tastiere insieme a quei pochi accordi che creano una band indie.
Nell’album nuovo dei The Go Find, “Everybody Knows It’s Gonna Happen Only Not Tonight”, ci sono un pò di tastiere, ma definirli tali è eccessivo.
Il loro è un album proprio tranquillo, mi verrebbe da dire “indie-pop”, ma molto più riflessivo e meno cazzone di un album indie-pop (vedi Enemy, View e band del cazzo simili). Mi ricordano un pò gli Snow Patrol, ma non voglio esagerare: magari è proprio questo essere tranquillo, e la voce, che mi fanno pensare alla band di irlandese \ scozzese.
Pure questo è un buon album, di facile ascolto e orecchiabile: nulla di che perchè gli accordi non cambiano e il genere è quello, ma per chi vuole ascoltare band emergenti \ novità musicali fa bene ad ascoltare (prima di giudicare).

Tracklist
01 “Everybody Knows It’s Gonna Happen Only Not Tonight”
02 “Love Will Break Us Up”
03 “It’s Automatic”
04 “Neighbourhood”
05 “One Hundred Percent”
06 “Stay”
07 “Lottery Man”
08 “Cherry Pie”
09 “Running Mates”
10 “Just A Common Love”
11 “Heart Of Gold”

Altra band che propongo questa sera, giusto perchè mi sono presa l’impegno di ascoltare più album possibili per esercitarmi nello scrivere, ma anche per conoscere nuove band ovviamente, è quello dei “Lucky Soul”, inglesi e del solito genere.
La brutta copia-incolla della Pipettes: voce femminile, indie pop e roba simile; sicuramente è una band meno coinvolgente e molto monotona rispetto a quella di Gwenno & Co.
Il loro nuovo album si chiama “A coming of Age” e ne parlo giusto perché, magari, a qualcuno può piacere.

Tracklist

01 Woah Billy!
02 White Russian Doll
03 Up In Flames
04 Love 3
05 Upon Hilly Fields
06 A Coming Of Age
07 Warm Water
08 Aint Nothin’ Like A Shame
09 That’s When Trouble Begins
10 Southern Melancholy
11 Our Heart
12 Could It Be I Don’t Belong Anywhere

Ri-consiglio l’ultimo album degli Shearwater dato che il loro è un album serio e per chi sa ascoltare, giusto per dimenticare ‘sta cazzo di indie, e tag messi a cazzo, che è una fottuta moda e musicalmente parlando due accordi in croce. Mi piacciono alcune band del genere, è chiaro altrimenti non mi metterei a cercare nuove band e relativi album, ma quelle che riescono a distinguersi dalla massa per i testi, il ritmo, melodia, armonia, uso degli strumenti, per lo sperimentare cose nuove ecceccecc.
Basta,
buon ascolto.

Niente Arctic Monkeys, ma gli Stereophonics sì!

Quando vidi per la prima volta Adam Green lo scambiai subito per Julian Casablancas degli Strokes: era il 2002 e confondevo questi due personaggi continuamente. Inizialmente pensavo fossero gemelli o fratelli e musicalmente mi piacevano solo gli Strokes, Adam Green di meno, anche perchè non conoscevo la sua carriera da musicista.
Poi qualcosa è cambiato quando uscì ed ascoltai il terzo album di Adam, “Friends of mine”:mi piacque molto e da lì iniziai ad apprezzarlo.
Ora siamo nel 2010 e Adam Green è arrivato al suo sesto album: “Minor Love”.
Ho pensato bene di ascoltare quest’album appena sveglia questa mattina, del resto sono riuscita a trovarlo sul web ieri sera, e mi ha preso all’istante.
Se prima confondevo come niente Adam Green con Julian, ora è impossibile, anche perchè Julian ha tirato fuori un album da solista pessimo… a dir poco.
Adam Green con “Minor Love” ha dimostrato, ancora una volta, di saper fare buona musica e di avere una voce unica: tecnicamente ed artisticamente è cresciuto veramente tanto.
Oltre a tutto questo c’è da dire che Adam non è più il ragazzino strafottente, ma è cambiato, è diventato più maturo e adulto (finalmente aggiungerei), e questo lo si percepisce sentendo, e ascoltando, le sue nuove canzoni. “Minor Love” è un album personale in cui viene marcato il lato tenero e dolce dell’artista: ogni “songwriter” prima o poi ci cade in questo vortice.
Bazinga!*
Bazinga! perchè l’album di Adam Green non è solo questo lato tenero: è ironia, intrattenimento e voglia di mettersi in mostra (aspetti per niente negativi e sempre presenti negli album precedenti di Adam).
“Minor Love” non è un album indie , se lo fosse stato avrei le ovaie gonfie (non ne posso più di ‘sta indie monotona-nosense-truzza e via dicendo, cazzo!), ma è un album maturo in cui la voce di Adam Green domina su tutto il resto.

Tracklist

1. Breaking Locks
2. Give Them A Token
3. Buddy Bradley
4. Goblin
5. Bathing Birds
6. What Makes Him Act So Bad
7. Stadium Soul
8. Cigarette Burns Forever
9. Boss Inside
10. Castles And Tassels
11. Oh Shucks
12. Don’t Call Me Uncle
13. Lockout
14. You Blacken My Stay

Oltre al nuovo album di Adam Green, consiglio di ascoltare anche “The Golden Archipelago”, il nuovo album degli Shearwater, aka progetto parallelo di due componenti degli Okkervil River. Sconsiglio di ascoltarli in momenti di piena depressione, poichè alcune tracce sono un pò “cupe”, ma allo stesso tempo mescolate ad attimi di serenità.
Un album veramente intenso e da ascoltare in assoluto silenzio.

Tracklist

1. Meridian
2. Black Eyes
3. Landscape at Speed
4. Hidden Lakes
5. Corridors
6. God Made Me
7. Runners of the Sun
8. Castaways
9. An Insular Life
10. Uniforms
11. Missing Islands

Meraviglia di canzone.

[Bazinga!* :

Il 29 Gennaio e l’ 1 Febbraio avrò la stessa espressione di Sheldon nell’immagine che ho postato: maledetti esamiiiiiiiiii.
Mi consolerò con gli Stereophonics però! *-*

Buon ascolto

Vampire Weekend e “Indiecoristi” (Indie+hardcore) pazzoidi.

Primo album del 2010 di cui voglio parlare è “Contra” degli americani Vampire Weekend.
Come nuova uscita musicale devo dire che l’anno è iniziato piuttosto bene, perchè questo “Contra” è proprio un gran bell’album, almeno per chi ama il genere indie-pop.
E’ un album tranquillo, positivo e sereno: era da tanto che non mi rilassavo così nell’ ascoltare una nuova uscita, per questo lo consiglio a chi, come me, è stressato e tanto nervoso.
La prima parte dell’album magari è “meno elaborata”, tecnicamente parlando, ma già dalla traccia “Giving up the gun” si ha qualcosa in più.
Meravigliosi poi sono i violini che ogni tanto fanno brevi apparizioni e meravigliosa é la canzone che ho citato qualche riga più in alto…

Se non si è nella condizione di ascoltare i Vampire Weekend, consiglio i Fake Shark-Real Zombie!, ovvero un gruppo di pazzi, schizzati, fottuti e via dicendo che sperimentano e uniscono Indie e Hardcore (indiecore, secondo lastfm dove si possono ascoltare).
Questi qua sono dei perfetti schizzati, l’ho già detto, ma nonostante tutto riescono a svegliare pure chi prende l’actifed, aka il medicinale contro il raffreddore (che agisce anche come sonnifero) di cui sto abusando, e chi ha tanta voglia di sfogarsi.

Sia “Contra” che l’album dei Fake Shark- Real Zombie (state attenti agli “urletti” improvvisi se li ascoltate a volume alto) sono comunque due ottimi album per sfogarsi e rilassarsi, ovviamente con piccolissime differenze, ma la scopo principale è quello 😛

Buon ascolto.

P.S: Mi è arrivato il dvd dei Franz Ferdinand: che meravigliaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa e che fottuti pazzoidi che sono pure questi. Ormai tutti i gruppi che ascolto si sono fottuti il cervello, per questo sono dei geni!