Niente Arctic Monkeys, ma gli Stereophonics sì!

Quando vidi per la prima volta Adam Green lo scambiai subito per Julian Casablancas degli Strokes: era il 2002 e confondevo questi due personaggi continuamente. Inizialmente pensavo fossero gemelli o fratelli e musicalmente mi piacevano solo gli Strokes, Adam Green di meno, anche perchè non conoscevo la sua carriera da musicista.
Poi qualcosa è cambiato quando uscì ed ascoltai il terzo album di Adam, “Friends of mine”:mi piacque molto e da lì iniziai ad apprezzarlo.
Ora siamo nel 2010 e Adam Green è arrivato al suo sesto album: “Minor Love”.
Ho pensato bene di ascoltare quest’album appena sveglia questa mattina, del resto sono riuscita a trovarlo sul web ieri sera, e mi ha preso all’istante.
Se prima confondevo come niente Adam Green con Julian, ora è impossibile, anche perchè Julian ha tirato fuori un album da solista pessimo… a dir poco.
Adam Green con “Minor Love” ha dimostrato, ancora una volta, di saper fare buona musica e di avere una voce unica: tecnicamente ed artisticamente è cresciuto veramente tanto.
Oltre a tutto questo c’è da dire che Adam non è più il ragazzino strafottente, ma è cambiato, è diventato più maturo e adulto (finalmente aggiungerei), e questo lo si percepisce sentendo, e ascoltando, le sue nuove canzoni. “Minor Love” è un album personale in cui viene marcato il lato tenero e dolce dell’artista: ogni “songwriter” prima o poi ci cade in questo vortice.
Bazinga!*
Bazinga! perchè l’album di Adam Green non è solo questo lato tenero: è ironia, intrattenimento e voglia di mettersi in mostra (aspetti per niente negativi e sempre presenti negli album precedenti di Adam).
“Minor Love” non è un album indie , se lo fosse stato avrei le ovaie gonfie (non ne posso più di ‘sta indie monotona-nosense-truzza e via dicendo, cazzo!), ma è un album maturo in cui la voce di Adam Green domina su tutto il resto.

Tracklist

1. Breaking Locks
2. Give Them A Token
3. Buddy Bradley
4. Goblin
5. Bathing Birds
6. What Makes Him Act So Bad
7. Stadium Soul
8. Cigarette Burns Forever
9. Boss Inside
10. Castles And Tassels
11. Oh Shucks
12. Don’t Call Me Uncle
13. Lockout
14. You Blacken My Stay

Oltre al nuovo album di Adam Green, consiglio di ascoltare anche “The Golden Archipelago”, il nuovo album degli Shearwater, aka progetto parallelo di due componenti degli Okkervil River. Sconsiglio di ascoltarli in momenti di piena depressione, poichè alcune tracce sono un pò “cupe”, ma allo stesso tempo mescolate ad attimi di serenità.
Un album veramente intenso e da ascoltare in assoluto silenzio.

Tracklist

1. Meridian
2. Black Eyes
3. Landscape at Speed
4. Hidden Lakes
5. Corridors
6. God Made Me
7. Runners of the Sun
8. Castaways
9. An Insular Life
10. Uniforms
11. Missing Islands

Meraviglia di canzone.

[Bazinga!* :

Il 29 Gennaio e l’ 1 Febbraio avrò la stessa espressione di Sheldon nell’immagine che ho postato: maledetti esamiiiiiiiiii.
Mi consolerò con gli Stereophonics però! *-*

Buon ascolto

2 pensieri su “Niente Arctic Monkeys, ma gli Stereophonics sì!

  1. e’ vero, adam green è proprio gemello di julian casablancas… ed è vero, casablancas ha proprio fatto un disco di merda… ma perchè molte autorevoli riviste lo hanno considerato? mistero….
    ottimi passion pit e xx (ed è la terza volta in cinque righe che mi trovo d’accordo con te!!!… ma… no, pete doherty solo no!)
    ciao!

  2. Non lo so proprio perché certe riviste abbiano sopravvalutato così tanto l’album di Julian: per moda? perché è proprio il cantante degli Strokes? perché è un belloccio?

    (Peter Doherty lo ascolto da anni e l’album da solista mi è piaciuto parecchio: molto poetico e intimista. Meglio i Libertines però :P)

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