Notwist @ Estragon

L’Estragon è un locale di merda, con organizzazione di merda e frequentato da gente di merda: lo ripeto ogni volta che vado a quel locale che, nonostante tutto, è “l’unico” a Bologna e dintorni che porta band di maggior rilievo (il Covo e il Locomotiv sono e restano i migliori, ovviamente) e mi tocca andare.

Ieri sera la band in questione era quella dei The Notwist, aka band elettro-indie (più elettronica e meno indie secondo me, ma secondo lastfm…) veramente valida ma soprattutto innovativa.
Alle 21 fuori dall’estragon non c’era nessuno: molte persone, ma non di certo fan di questi Notwist, erano al PalaNord per una festa del PD con Errani (ahn).
Alle 22 si entra dentro all’estragon, ma comunque si contano una quindicina di persone: dove cazzo sono finiti i fan dei Notwist?
Beh piano piano, e fortunatamente per i Notwist, la gente, molto lentamente, arriva e dopo un’ora di attesa piuttosto snervante entra sul palco la band tedesca.
Ieri sera penso di aver visto una delle band più innovative, creative e mostruose, tecnicamente parlando, in circolazione: sound e atmosfere si mescolano tra loro in continuazione e per un’ora e mezza senza sosta.
Atmosfere calme e piacevoli, mi verrebbe da dire quasi sognanti, che si intrecciano all’elettronica più violenta e allo stesso tempo creativa ed indescrivibile.
“Altro che robetta indie stile Delphic-Two Door Cinema Club- e compagnia”: questa band, questi Notwist, sono fottutamente geniali e fottutamente avanti rispetto a certe band; solo loro possono creare determinati sound con i controller della WII, e tastiere, xilofono, synth, chitarre e via dicendo.
Un concerto intenso, emozionante e ricco di esperienze musicali: una band che dal punto di vista live merita davvero di essere vista e soprattutto vissuta, dato che andare a un loro concerto significa essere avvolti da più sensazioni contemporaneamente grazie a quello che riescono a creare sul palco.

Peccato per i cazzoni, almeno due davanti: ma come si fa a pogare per i Notwist?! Va a vederti i Modena City Ramblers e non scassare la minchia, oppure vai a vederti il cantante degli Stadio alla festa del PD al PalaNord e non scassare la minchia.
Meno male che fino ai Pavement, quindi fino al 25 maggio, all’estragon non ci saranno concerti che mi interessano.

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Before the light

Nell’ultimo post consigliavo l’album dei The Automatic ( http://www.last.fm/music/The+Automatic ) e non quello di Babybird.
L’album della prima band in questione è indie-rock, ovviamente, però elevate quel rock alla seconda: diciamo che non è il solito genere con i due accordi in croce e stop. C’è qualcosa in più in quest’album, “Tear the sign down”: è un po’ più energico e meno “vivace” del solito album della solita band indie rock.
Non consiglio l’album del secondo artista, “Ex-Maniac”, poiché le tracce sono tutte uguali tra di loro e alcune piuttosto inutili e noiose: dell’album salvo giusto “Unlovable”, sarà la presenza alla chitarra di un certo Johnny Depp a farmi piacere la canzone, ma il resto si sviluppa intorno alla stessa monotonia. La voce non cambia e rimane sulla stessa linea per tutto il tempo; minchia, stai cantando dovrai esprimere un minimo di sensazione quando lo fai, no?!

Altro album che consiglio è “The Optimistic”, ovvero il nuovo dei New Young Pony Club.
L’album d’esordio di questa band, conosciuta grazie ai Klaxons di cui sto aspettando il nuovo album che stanno registrando 20000 volte e non si decidono a metterlo onl…ehm sul mercato, non lo ricordo proprio: è stato uno di quegli album ascoltati 3-4 volte e poi finiti chissà dove.
Fortunatamente questo “The Optimistic” non mi sembra un album da un ascolto e via: la band è cresciuta e questo lo si sente sia a livello vocale che per i sound.
Non è un album così “new rave-indie-elettronico-quellochevolete”, è molto più calmo di quanto pensassi e a tratti più intenso, grazie alla voce.

Tracklist:

01 Lost a Girl
02 Chaos
03 The Optimist
04 Stone
05 We Want To
06 Dolls
07 Before the Light
08 Oh Cherie
09 Rapture
10 Architect of Love

Quanto mi mancava scrivere di nuovi album e via dicendo: maledetti esami e maledetta organizzazione dell’ UniBo.
Prima o poi finirò qui:

http://www.city.ac.uk/journalism/

Ah dimenticavo: l’album dei The Courteeners è una droga (circa 200 ascolti su lastfm da quando ne ho parlato qui), maledetti.