Fear from death

Titolo più azzeccato di questo, dato il periodo, per il post di pochissime righe che sto per scrivere non poteva esserci. Proprio questo periodo, iniziato una settimana fa, non mi permette di ascoltare\scrivere molto e decentemente: diciamo che non riesco né ad ascoltare, e quindi a concentrarmi su ciò che voglio sentire, né a scrivere, chiara conseguenza della concentrazione.
Gli unici due album ascoltati da inizio aprile sono:
“Kiss the sun” dei Detroit Social Club;
“Dead Waves” dei Kyte.

La prima band in questione è di Newcastle e in Inghilterra si sono fatti conoscere poiché gruppo spalla dei Courteeners durante il tour in UK, quasi tutte le date Sold-Out (voglio poi vedere che succede al Bronson a maggio).
Questi ragazzi riprendono, nelle quattro tracce di “Kiss the Sun” fondamentalmente due band importanti come quelle di Stone Roses e Kasabian.
Non è che questa band riprenda, facendo copia-incolla, le due band sopra citate, però i riferimenti sono ben evidenti: la voce, a tratti, ricorda quella di Tom Meighan e alcuni sound sono legati alla band di Ian Brown.
Comunque sia sono una band decente, niente di che, ma rispetto a quello che ci propone il panorama italiano sono decisamente superiori!

Tracklist

1. Kiss The Sun
2. Black & White
3. Never Too Late To Try
4. Thousand Kings

Band e album n° 2 dei quali diventerò dipendente: è bastato un ascolto dell’intero album “Dead Waves”, dei Kyte, per farmi amare questa band (post rock? Boh su lastfm ci sono dibattiti e non sono affatto lucida per dire se sono post rock o meno, boh: forse per certi aspetti sì e per altri no).
Questo dei Kyte è un album strano ma alla fine di forte impatto: a tratti ricorda i Sigur Ros, ovviamente il sound e in parte la “leggerezza” della voce, e altri album del genere ascoltati in quest’ultimo periodo, però è caratterizzato da una sinestesia di suoni che cattura chi ascolta.
Ecco sì, forse più che post-rock, li collocherei in quel genere chiamato “dream-pop” , poi vabbè i generi musicali sono troppi e troppe sono le sottocategorie, quindi lasciamo stare.
Comunque sia un po’ “dream-pop” lo sono sicuramente dato che comunque, proprio attraverso i sensi, e magari l’inconscio, “Dead Waves” cattura, come già detto, chi ascolta e, soprattutto, sente l’interpretazione delle tracce.
E’ sicuramente un album forte, leggero e caratterizzato da un’esplosione di sensi.

Tracklist

1. The Smoke Saves Lives
2. Ihnfsa
3. You’re Alone Tonight
4. Designed For Damage
5. Like She Said
6. Fear From Death
7. Each Life Critical
8. No-One Is Angry – Just Afraid
9. Guns And Knives
10. Fake Handshakes – Earnest Smiles
11. Dead Waves
12. Strangest Words and Pictures

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