Oh, what the hell…

Io NON sono in fissa con i Foals, proprio no.
No va beh: li ho ascoltati tanto in quest’ultimo periodo e non smetto ora di ascoltarli.

Coooooooomunque.
Nonostante non scriva sul blog da un bel pezzo, credo che l’ultimo articolo riguardi quel famoso dj set al Covo con Mr. Kapranos, devo dire che di musica ne è passata nelle mie orecchie.

Ho ascoltato il nuovo album dei We Are Scientists, gruppo di quell’uomo così bello, logorroico, e con capelli grigi che lo rendono così bello (il vegetariano più sexy del 2009): Keith Murray.
Rispetto all’album precedente, “Barbara” è decisamente più rock e meno pop, a tratti una fusione tra i due, ma almeno si ha una sorta di ritorno alle origini.
Brain thurst mastery era un album pop, molto moscio e a tratti piuttosto noioso; i We Are Scientists, con l’aiuto di Andy Burrows, ex batterista dei Razorlight (band che odio), sono ritornati più energici e coinvolgenti che mai.
Barbara dunque è un buon album: certe tracce sono più riflessive e più lente, mentre altre hanno la bella venatura indie-rock e sono molto più spensierate.

Un bell’album, sempre genere indie-rock e parecchio “danzereccio”, nonostante qualche particolare più cupo, è sicuramente “Sacrifice” dei Teenagersintokyo.
I Teenagersintokyo sono australiani che vivono a Londra, e musicalmente quest’ultimo particolare è piuttosto evidente.
Il loro è un album parecchio energico, molto semplice e abbastanza coinvolgente.

Ultimi, ma non ultimi: Wintersleep.
Sono canadesi e a tratti la voce del cantante mi ricorda, e non poco, Mr. Paul Banks: ora non voglio paragonare il cantante dei Wintersleep a Paolo Banks, di cui sono abbastanza innamorata, però qualcosina si sente.
Di certo, il loro album “New Inheritor” è ben lontano da un album degli Interpol, non a caso sono più allegri, meno tenebrosi e, in un certo senso, affascinanti.

Basta direi.
Domani vado a vedere una band che aspetto da febbraio circa e…niente…sembra che debba andare a un concerto di chissàchi, quando invece sono “solo” i Courteeners: vedremo se Sir. S.P. Morrissey ha ragione a considerarli suoi eredi (beh solo il nome del cantante, Liam, promette bene…).
Basta.

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