In brilliant sunshine

Durante i mondiali, i tornei di volley e quelli di tennis io non ci capisco più niente: sarà che fin da piccola ho sempre amato lo sport, la volley su tutti.
No ma devo parlare della figura di merda dell’Italia, che sta giocando proprio ora ma preferisco ascoltarmi l’album nuovo dei Delays e quindi ho la tivì spenta?
Meglio di no.

L’album dei Delays, “Star Tiger Star Ariel” merita più di una partita della nostra nazionale.
(Meglio che vadano a zappare questi calciatori.)
Basta, i Delays.
L’album è un insieme di altri album messi insieme: su lastfm si parla di “britpop e indie”, ma i generi trattati dalla band sono vari.
Inizialmente ci sono spunti che ricordano i Sigur Ros, niente di che eh solo qualche sonorità; si passa poi a particolari molto anni ’80; altri sound più indie-rock mescolati ad altri decisamente più pop.
C’è un po’ di tutto insomma, ma questi Delays non vogliono strafare e con tanta innovazione riescono a realizzare un album instancabile, orecchiabile e veramente vario.

Tracklist

1. Find A Home (New Forest Shaker)
2. The Lost Estate
3. Shanghaied
4. Rhapsody
5. May 45
6. Hold Fire
7. Unsung
8. In Brilliant Sunshine
9. Moment Gone
10. Lakes Can Be Lethal
11. Star Tiger, Star Ariel

E..
Come on England (altra squadra che ha fatto schifo, ma almeno…).

Let’s disappear till tomorrow.

Finalmente sono riuscita ad ascoltare i primi due album di giugno:
“I shouldn’t look as good as I do” di questi americani Math and Physics Club e Serotonin dei Mystery Jets.
Mi tolgo via un dente del giudizio e subito “””distruggo”””, in parte, il primo album citato: non fa schifo eh, ma gli accordi sono quelli e non c’è niente di così innovativo in questa band. Questi M&P, troppo lungo da scrivere, sono carini eh: il loro album è orecchiabile e dolce, così come i loro testi, e passa velocemente, per fortuna.
Dalla prima all’ultima traccia, però, l’album si mantiene costante: la voce ha sempre quella tonalità, i suoni sono quelli e dopo un po’ l’album fa quasi addormentare.
Ci sono, fortunatamente per questa band, delle canzoni decisamente più spensierate, meno monotone e con gusto più “estivo”: il loro è un album colorato a metà, che mostra una parte troppo sdolcinata, che diventa insopportabile, e un’altra più vivace.

L’album numero due è quello dei Mystery Jets.
Allora.
Pure questi marmocchi hanno deciso di fare un grande passo e concentrarsi più sulla musica e meno sulle canzonette indie-solite. Da vera indie-snob mi verrebbe da dire: “basta con le solite indie-band di giovani mocciosi inglesi che non hanno nemmeno i peli sotto le ascelle” … Ma non direi mai una cosa simile, dato che il genere che ascolto è di quelle band di giovani ragazzi inglesi, non so se abbiano o meno peli sotto le ascelle e non me ne frega molto, e mi piace parecchio, almeno la maggior parte delle volte. Non è che mi piacciano tutti i gruppi indigeni inglesi…(tipo gli Enemy potrebbero buttarsi nel Tamigi, per dire).
Va beh, torniamo ai Mystery Jets che hanno realizzato il terzo album album, questo “Sorotonin”, maturo e immediato: non c’è niente di così elaborato e la semplicità fa sì che chi ascolta venga preso all’istante.
Ci sono, ovviamente, le solite tracce dei Mystery Jets: la tastierina anni ’80, che novità eh, e altro che ricorda vagamente gli anni’60, beh basta vedere il video nuovo!
Un album decisamente più pensato e, almeno per quanto mi riguarda, più immediato rispetto ai precedenti.

Last vacation was the same…

Respiro e vado avanti-indietro in continuazione: solo alla sera e alla notte mi fermo e ascolto musica, ma niente di nuovo poiché manco di concentrazione.
Avrò una quindicina, come minimo eh, di album da ascoltare: ciò che manca, oltre alla concentrazione, è il tempo.
Non ho tempo e ho un mal di testa incredibile da giorni che non se ne vuole andare.
Ascolto in continuazione i soliti 4\5 gruppi, e non mi dispiace ma vorrei scrivere di gruppi nuovi, ancora: Blur, Foals, Franz Ferdinand, Courteeners e Interpol. Pure di notte passano sempre loro.
Nessuna novità, solo tanti album messi da parte che con molta calma verranno ascoltati.
Ok ho ascoltato l’album nuovo dei Mystery Jets, ma non ricordo nè titolo nè quello che c’è dentro, sì la musica.
Passerà anche questa, spero.

Li amo. Li voglio vedere. Sono dei pezzenti:

Tanti auguri a me, nonostante questo sia stato il peggior compleanno mai passato: prima in macchina con la musica a un volume piuttosto alto, per cercare di sfogarmi, e poi davanti al piccì ad ascoltare musica, a un volume più basso. Meno male che c’è la Musica, meno male.

E continuando il titolo…

…We got moved away

The only dream is valium for me

Tornano i Tokyo Police Club con “Champ”, album uscito ieri, se non sbaglio.
Il secondo album, almeno per molti, è un album di transizione, difficile da dire se vale la pena ritenerlo un buon album o, al contrario, una schifezza.
Beh a primo impatto “Champ” mi ha messo in difficoltà, poiché molto differente dal primo album della band; ma questo nuovo lavoro dei Tokyo Police Club, realizzato durante il tour interminabile della band tra il 2008-2009, dopo un po’ cresce con gli ascolti.
Non a caso è un album molto “veloce”, immediato e orecchiabile: non c’è niente di complicato, basta sottolineare questo fatto dell’immediatezza, poiché alcune tracce “end of spark”, “favourite food” entrano immediatamente in testa e si iniziano a canticchiare.
L’influenza di altre band ci sono e restano: a tratti si sente qualcosa degli Strokes e, non in senso negativo altrimenti non starei ore ed ore ad ascoltarmi band di ‘sto genere, della solita musica del solito genere indie\rock.
Ora, e ne parlai qualche giorno fa dell’argomento “rapporto tra band straniere in Italia”, aspetto di vederli live…

…se si decidono a venire nel nostro paese infame, o magari fanno come i Courteeners e si presenteranno per l’ultima data del tour europeo per questo nuovo album tra due anni.

L’album numero due?
C’è, ma lo devo ascoltare meglio.
L’album in questione è “Piligrim’s progress” dei Kula Shaker che, a primo impatto, mi sembra un buon album.

Devo parlare dei Muse e dei live di ieri?
Ho sentito molte opinioni contrastanti: fan parecchio delusi vs fan parecchio presi.
Si sa già che live sono coinvolgenti,ma basta…ed è meglio ascoltarci sopra gli Smiths di Mr. Morrissey…

O una cosa del genere: