Ladies and Gentlemen… and Adam Green.

Ieri sera, al BOtanique, Adam Green si è presentato in maniera differente da quel concerto al Covo di qualche mese fa: sale sul palco asciutto e pulito, non sudato e sbronzo marcio fin dall’inizio insomma; i suoi capelli riccioluti, stupendi, sono in ordine e se ne sta “””tranquillo””” (pure io che lo definisco “””tranquillo”””…ok non sto bene) sul palco.
Salta, balla, ha lo stesso timbro del Casablancas, assomiglia in un modo incredibile a Julian di “Is this it?” ed è veramente diverso dall’Adam Green di febbraio, o almeno così mi ha fatto credere durante i suoi primi venti minuti di concerto.
Al Covo ogni 2 secondi, a parte limonarsi chiunque, era in mezzo al pubblico a fare surf. Al BOtanique decide di lanciarsi in mezzo al pubblico dopo quei venti minuti e… semi-travolge, le sue gambe erano da tutt’altra parte, la sottoscritta (grazie a Adam ho scoperto che 13 anni di pallavolo sono serviti a qualcosa…e forse a settembre riprenderò, del resto prossimo anno torneranno i Franz Ferdinand e pure questi hanno una strana abitudine).
Come al solito intrattiene, ha un’ottima voce ed è un ottimo frontman: una personalità del genere deve essere supportato da una band con le palle. Proprio la band che supporta ‘sto ragazzo, magrolino col bulbo alcolico di cui ci si rende conto non appena si toglie la camicia, è preparata e segue senza paura quel pazzo di frontman.
Impossibile, o quasi, fare video e foto: o si limona qualcuna, o salta e corre, o si butta tra la folla.
Ecco l’Adam Green che conosco: sudato, ballerino, ubriaco, intrattenitore, folle e assolutamente geniale.
Diverte senza essere troppo banale e probabilmente è uno dei cantanti più spontanei, forse fin troppo, per quanto riguarda la scena indie-folk-rockquellochevolete.
E’ l’unico cantante-frontman-showman, almeno fin ora, capace di mostrare tutta questa follia e genialità sul palco: chi non ha mai visto Adam Green, non può capire.
Inutile parlare del suo rapporto, definirlo “intimo” è niente, col pubblico.
Un’ora e un quarto, circa, di concerto veramente divertente e soprattutto travolgente da parte di un essere vivente determinato, cazzone e tanto tanto sbronzo. Ma Adam Green, almeno per quanto mi riguarda, piace così.

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