Music overdose

La band di cui sto per parlare non è né una band emo, come credevo all’inizio, né una mia imprecazione nei confronti di questo caldo afoso ed infame.
I Die! Die! Die! sono una band neozelandese il cui genere è legato, ma solo in parte, a quell’esplosione punk-indie-surf che in questo periodo viene ripreso da tante band, soprattutto americane.
La band prende comunque le distanze dalle altre di cui ho parlato proprio nel post “Summer Mood”: l’influenza “estiva” e neozelandese, non musica tribale e\o simili, c’è sicuramente, ma quel punk-indie non ha niente a che vedere con Drums, Best Coast, Surfer Blood e via dicendo.
Form è il titolo del loro terzo album, questi tre ragazzi sono attivi dal 2003, ed è un album piacevole e immediato che cattura chi lo ascolta dalla prima all’ultima traccia.
Gli album precedenti, di cui non ho trovato niente se non sul solito youtube, sembrano parecchio differenti da questo nuovo “Form”.
La nuova uscita del trio giovanissimo è molto più dolce, basta ascoltare la bellissima “Daze”, e molto più melodico e pop rispetto ai precedenti.
“Promises Promises” e il loro album d’esordio, omonimo, sono decisamente più malati e marcati da un ritmo, più che punk, molto noise-pop. Quest’ultimo aspetto ritmico lo si ritrova anche in “Form”, per esempio in “We built our own oppressor”.
“Form” resta comunque un buon album indie-pop-punk-e via dicendo che rimane facilmente in testa dopo pochissimi ascolti e che provoca una leggera dipendenza: peccato che la band sia neozelandese e faccia date solo vicino casa, ma non si sa mai…

Tracklist

01 Caseman
02 Lil Ships
03 Howye
04 Daze
05 We Bulit Our Own Oppresors
06 Paquin
07 Shine Through
08 Wasted Lands
09 Ht
10 Frame

Il secondo album che mi ha colpita e mi ha annoiata allo stesso tempo è stato“Light Chasers”, ovvero la nuova uscita discografica dei Cloud Cult.
I primi due ascolti sono stati parecchio forzati: l’album mi è sembrato abbastanza noioso, interminabile e a metà volevo interrompere l’ascolto.
Non ho interrotto l’ascolto, ho continuato e piano piano l’album ha iniziato a coinvolgermi: adoro i Cloud Cult e mi sarebbe veramente dispiaciuto se questo “Light Chasers” non mi fosse entrato in testa.
Un album che mescola più generi, difficile e che lascia senza parole: la sperimentazione domina e riempie l’intera opera della band.
Un’opera d’arte raccontata come se fosse una storia, capitolo per capitolo: a tratti le voci sono basse, a tratti intense e in altre parti sperimentali e quasi “aliene”.
Inutile dire che questo album è completo e probabilmente uno dei più belli, validi, intensi e ricercati del 2010: tratti di musica classica si uniscono a un ritmo più sperimentale e alternative.
Un album meraviglioso, altro che noioso e pesante come credevo all’inizio, che cattura e trascina l’ascoltatore in un viaggio di sedici tracce e che si conclude in un mondo parallelo fatto di sogni e ricco di immagini figurative e astratte.

(Minchia che figata di album).

Tracklist
1. The Mission: Unexplainable Stories
2. The Departure: Today We Give Ourselves to the Fire
3. The Invocation (p.1) – You’ll Be Bright
4. The Birth
5. The Baby – You Were Born
6. The Lessons – Exploding People
7. The Interference
8. The Battles – Room Full of People in Your Head
9. The Escape – Running With the Wolves
10. The Acceptance – Responsible
11. The Surrender – Guessing Game
12. The Strength – Forces of the Unseen
13. The Invocation (p.2) – Blessings
14. The Awakening – Dawn
15. The Contact
16. The Arrival – There’s So Much Energy In Us

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