Carlos Ashley Raphael Barât… e il suo album.

Carl Barât, amico (?) di Peter Doherty e (ex?) cantante-chitarrista dei Libertines, ha completato il suo progetto da solista e presto lo si vedrà anche in Italia, per quanto mi riguarda l’11 novembre al Covo poiché da amante dei Libertines non posso perdermi quel frocetto di Carlos.
Il suo album omonimo uscirà presto, ma finalmente sono riuscita ad ascoltarlo e… Pensavo peggio, molto peggio.

Invece no: l’album proposto da Carletto è, stranamente, vario e ricco di influenze e spunti, alcuni molto teatrali e suggestivi.
Niente a che vedere col suo amichetto Peter, onestamente preferisco quest’ultimo da solista che Carl: sarà perché Peter Doherty ha una vena (e detta così…) più poetica e da esteta maledetto (basta vedere l’artwork del suo album da solista “Grace\Wastelands”).

Torniamo a Carlos: come ho detto pensavo che quest’album facesse schifo o fosse ai livelli dei Dirty Pretty Things, band che non amo particolarmente nonostante la presenza di Anthony Rossomando, Gary Powell e, appunto, Carl.
L’album del (ex?) Libertine si stacca da ogni riferimento delle band precedenti, meno la sua voce che è sempre molto riconoscibile: ci sono canzoni che sembrano uno spettacolo di magia, soprattutto The Magus e The Fall, e sono molto suggestive; altre sono più intense, riflessive e dolcissime, come “What have I done”, “Shadows Fall” (meravigliosa) e “Irony of Love”; alcune canzoni sono più delicate come se fossero una ninna-nanna, per esempio “Ode to a girl”; poco e niente di indie, se non “Run with the boys”.

E’ un album molto vario, ma non per questo meraviglioso : sicuramente Carlos ci mette tanto della sua vita, ci mette l’anima in questo album, ma al massimo si può parlare di un disco veramente “carino” e imprevedibile.
Fortunatamente le tracce “oscene”\inascoltabili sono pochissime , una o due al massimo, rispetto a quelle piacevoli, orecchiabili e dolci: che uomo tenero e innamorato è diventato Carl.
Un album un po’ contrastante per le influenze presenti, ma nel complesso è decente e lo si ascolta volentieri.

Ora voglio vedere cosa combinerà al Covo a novembre, sperando che inserisca nella scaletta qualche traccia Libertina.

(Una considerazione personale: l’artwork dell’album fa schifo. I suoi capelli sono osceni e sembra uno zarro.
Sistèmati quei capelli e fatti il ciuffo che non sta mai da un lato, Carl!)

Tracklist

1. The Magus
2. Je Regrette, Je Regrette
3. She’s Something
4. Carve My Name
5. Run With The Boys
6. The Fall
7. So Long, My Lover
8. What Have I Done
9. Shadows Fall
10. Ode To A Girl
11. Death Fires Burn At Night
12. Irony of Love

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