You can dance…with The Cinematics.

Premessa: ancora non mi sono ripresa dal concerto dei Foals. No. Questo perché la band del Philippakis è PERFETTA live. Credo che nessun altro gruppo mi abbia fatto sentire certe cose durante un concerto. Ho già capito che non potrò mai scrivere una recensione “oggettiva” su questa band, un po’ come per i Franz Ferdinand o gli Interpol. Tragedia. Un’altra band tra le fisse assurde.
Questo per dire che sono ancora abbastanza rincoglionita dal concerto dei Foals e che forse non ce la farò a scrivere qualcosa di sensato sulla band che ho visto al Covo qualche ora fa.

..Eh?
No ok. Dopo aver visto questa foto CHE HO FATTO IO credo di riuscire a scrivere qualcosa di decente e sensato sulla band di Glasgow guidata proprio dal ragazzotto nella foto, Scott Rinning.
Ad aprire ai The Cinematics ci pensano i Joy Cut, la band italiana che inaugurò l’I-day Festival lo scorso settembre.
La band italiana propone un Indie Rock particolare con spunti sperimentali e devo ammettere che è cresciuta tanto rispetto a qualche mese fa, quando gli unici ad applaudirli erano genitori o fidanzate. Da migliorare resta la voce che in alcune canzoni, non tutte eh, non rende per niente.
Comunque sia è un gruppo che vale e che si spera migliori ancora nel tempo, dato che di band italiane emergenti\giovani decenti in circolazione ce ne sono davvero poche.

Passiamo alla band di Glasgow, questi The Cinematics, che su album riprendono troppo in riferimento l’ondata del Post-Punk revival e dichiarano in continuazione il loro amore infinito e profondo per i Joy Division.
Non è un caso se ho messo in grassetto quel “su album”, questo perché la loro musica tradotta in live è tutta un’altra cosa.
La band di Glasgow quando si ritrova su un palco mostra un’attitudine completamente diversa e più che ricordare la band di Ian Curtis, ricorda invece quella di un certo Alan Donohoe (Rakes) o quella dei loro vicini di casa Franz Ferdinand.
Le canzoni dei Cinematics durante il live sono piuttosto spensierate e danzerecce, per questo bisogna anche apprezzare e ringraziare il buon carisma e l’energia del frontman che cattura l’attenzione del pubblico bolognese grazie a balletti, mossettine varie e una buona dose di affetto nei confronti della città (anche noi ti vogliamo bene Scott).
Con poca tecnica e canzoncine semplici e carine, pezzi nuovi compresi, la band scozzese riesce a conquistare e a farsi amare dal proprio pubblico, un buon pubblico a differenza di altri.
Una band che deve essere vissuta e che merita tanto live e meno su album.

Un pensiero su “You can dance…with The Cinematics.

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