L’uomo rigatone.

Ieri sera ho scoperto una cosa, ovvero di essere in grado di sostenere una buona e corretta conversazione in inglese senza abusare di alcool.
Ho dei lividazzi e graffi sparsi in tutto il corpo che nemmeno un concerto punk possono dare. No.
Alcuni sono dovuti al concerto dei Crystal Castles, quelli su spalle e braccia, ma altri, su fianchi e graffi assurdi sulle gambe, causati dal concerto di Carletto Barat e la sua band.
Ero davanti ovviamente, da amante dei Libertines stare dietro avrebbe significato tragedia pura \ “che palle voglio andare davanti”.
Prima di Carl ci sono cinque ragazzotti inglesi, di cui uno spudorato..ehm, chiamati Swimming.
Questi giovinetti fanno la solita indie ma con piccoli effetti sperimentali e non sono per niente male, anzi credo che diventeranno una nuova fissa della sottoscritta. Togliamo via il “credo”.
Dopo una mezzoretta per il cambio di strumenti, salgono sul palco cinque elementi, la nuova band di Carl, e il libertino, come ogni frontman, sale sul palco del Covo per ultimo tra tanti applausi e urla isteriche in grado di far partire anti-furti e simili.
Carl e la sua band presentano venti tracce che vanno tra classiconi dei Libertines, quindi il massacro che ti fa finire direttamente ai piedi dei musicisti, le sue canzoni da solista e BangBangYou’reDead dei Dirty pretty things.
Sui Libertines sono una drogata senza buon senso, i pochi neuroni del mio cervello si sono fottuti con quella droga musicale e solo ora mi rendo conto di quanto cazzo male mi facciano fianchi e gambe, non per dire ma i miei pantacollant sono andati a farsi fottere col mio cervello.
Bravo Carlos, mai quanto Peter che reputo un ottimo singer-songwriter-poeta, sostenuto da una band con ottima tecnica.

Indimenticabile è il tempo passato a chiacchierare, tipo un’oretta, con la band di Carl, Carl e gli Swimming. Non sono mancati i provoloni. Diventerò una groupie e finirò tipo su quel libro da Feltrinelli International che parla di ragazze e capelloni “I Pooh ci fanno schifo, sono meglio gli stranieri” (la musica italiana e i musicisti italiani fanno schifo, sono sempre meglio gli inglesi).
Credevo che peggio di peter Doherty non ci fosse nessuno, ma l’uomo dei rigatoni (Carl che confessa di amare i “rigatoouuuni”) non è di certo messo meglio con la testa.

La roba più o meno seria sarà su Radionation

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