Music when the lights go out

Il titolo del post, l’ultimo di quest’anno, ha senso: prima di un concerto ci sono le luci accese, si nota l’ansia sulle facce gente che hai intorno e si sentono solo voci; a un certo punto tutto questo scompare e le luci si spengono, a volte c’è il fumo, la band sale sul palco e inizia la musica.

Questa è l’ultima parte del post “classifiche di ‘sta ceppa del 2010” dedicata ai dieci live più entusiasmanti, deliranti, malati che ho visto proprio quest’anno.

1.

La band che ho vissuto appieno, sia nei momenti di estrema gioia che di massima tristezza.
Dopo il concerto di Edimburgo si torna a casa con un “hollow heart” e nel giro di 4 settimane si va a Bruxelles, di nuovo, per questa band del cazzo (davvero eh) che riempie un locale di 1000 persone a malapena: fanno sold out, certo, ma “who the fuck are foals?!”
Improvvisano, giocano, si ammazzano, scompaiono quando corrono sulla scalinata del locale di Edimburgo e cadono, sono imprevedibili e sono davvero bravi: nel live, questa band si impegna tanto ed esprime, attraverso la musica e spaccando le drumsticks su un tamburo, le proprie emozioni sul momento.
La loro musica è un mare in tempesta che ti fa annegare e respirare allo stesso tempo: roba da strapparsi i capelli e temere la propria vita perché uno di loro sul palco è talmente incazzato che ha voglia di uccidere-uccidersi.
Poi ci sono dei dj set, c’è il palco del dj set dove balli con qualcuno di loro “Odessa” di Caribou (roba che in Italia non ti metteranno mai) e altre canzoni elettro (mi pare di aver sentito pure Darkstar ma ero troppo ubriaca per dirlo con certezza ora) che sono proprio belle, non sono tunztunz e ti fanno ballare fino alle 5 di mattina…
…E poi saluti tutti, o meglio quei tre che ti hanno tenuto compagnia, con quasi le lacrimucce agli occhi, e riparti un’ora dopo per tornare in Italia.
Ormai sono 40 le ore passate in piedi senza chiudere occhio: si arriva a Bologna, con i vestiti che puzzano di birra e i capelli che puzzano di birra e fumo, bloccata dalla bufera di neve e, infine, tiri giù santi-cristi e madonne perché devi guidare e le strade fanno schifo; si arriva a casa devastata e si crolla alle 19 sul letto dormendo fino alle 11 di mattina del giorno dopo )con i capelli che puzzano, ancora, di birra e fumo).
Solo per loro.
Le lezioni di bolognese, i viaggi, i km a piedi, i musicisti che hai conosciuto e le facce da “oscar”: “ehi Walter!!!!” e Waltey, il vatusso con le gambe di 2 metri, che si gira come per dire “sì, ok ripigliati che tra un po’ cadi tanto che sei sbronza eh!”; poi l’indimenticabile“dobbiamo farci 7km fino in hotel… e con l’alcool viene meglio!”, quando il nostro uomo, un po’ pirla certo ma senza di lui io e Simo non saremmo mai entrate a Bruxelles e all’aftershow, fa un verso tipo “errr”, sbuffa e ci guarda come per dire “state proprio male”.
Solo per loro II.
Oppure ti fai quei 7 km a piedi -dopo aver parlato per un buon 10 minuti con un tizio che ti abbraccia\stritola nemmeno fosse un amico che rivedi dopo mesi e mesi di distacco; una foto del genere

che ti fa riflettere:“oh cazzo, ma questo ci ha provato di brutto e io sono una pirla”; senza pensare alle conseguenze, tipo il male atroce alle gambe o la “pipì da birra” e nessun pub nei paraggi.
Fare km e km solo per loro perché ti ripetono più volte che l’Italia è un bel posto per le vacanze, oppure non vengono perché sono poco conosciuti (= non è stata una bella esperienza quella del 2008 eh…).
Urlare fuori dal locale e fino in hotel parole in accento bolognese; cantare le canzone degli smiths, dei blur, la versione allegra di spanish sahara e quelle dei libertines senza pensare.. senza pensare al freddo che fa, perché con tutto l’alcool che si ha in corpo, in quell’istante si hanno i calori.
La birra extrastrong, per dire che vogliamo tanto alcool dentro e poche bazze, quando invece è la double malt beer che dobbiamo chiedere. La furbizia. La birra rossa è spettacolare.
Solo per loro III.
Va beh, era halloween e stavamo male: abbiamo visto anche due ragazzi svestiti da mignotte e con solo una minigonna (erano due universitari. Figata vedere certi personaggi di notte: voglio trasferirmi a Edimburgo).
Freddo, calori, shampo con la birra, aerei, concerti meravigliosi, gente gentilissima, panini buonissimi, pioggia che distrugge scarpe e ombrelli, tizio che suona la fisarmonica con la maschera dell’assassino di Scream, il freddo gelido e la gente seminuda per strada, i muffin, l’accento scozzese, dvd dei kol in hotel, due deficienti che non sanno far funzionare un dvd, la colazione epica di Edimburgo, cinque pirla, le bestemmie liberatorie in hotel e in giro per strada (chi vuoi che le capisca), i 15 album comprati e schiacciati nel bagaglio a mano, la birra scroccata, il telefono lanciato a terra per scatenarsi, le bestemmie contro unicredit, le cinque facce -da cazzo- sul fly magazine, il dickhead e la stretta forte al polso da parte di un ragazzo con la spugna al posto dei capelli, l’hotel puzzolente di Bruxelles, la bestemmia prima-durante-dopo il concerto (chi vuoi che ci capisca 2), i “rossi” di Edimburgo, SpongY, pesciolino, polipo, zio poldo (la fauna marina insomma), provoloni, il batterista gentleman, il macrocefalo, l’uomo con i labbroni, stecchini al posto delle gambe, roba da manicomio, il francese incomprensibile, l’invito in hotel, i “socc’mel-grazie-cazzomerda” insegnati, l’aver ballato con loro e aver parlato con loro di musica, averli conosciuti un po’ a fondo “meno musicisti e più persone” (scoprire che non sono persone ma solo dei grandissmi pirla che potrebbero farti compagnia durante la lezione di antropologia culturale), aver conosciuto tanta gente che ti guarda come per dire “non ce la fai” quando loro stanno messi peggio di te, non pensare, divertirsi e stare belli ubriachi in compagnia fregandosene di quello che succede in Italia e di tutto il resto: There’s a thing called Love (per i Foals).

2. Arcade Fire.

Il concerto in contrapposizione a quello dei Foals: non c’è improvvisazione, la presenza scenica è discreta e i musicisti non sono dei pazzi scatenati che vogliono uccidere-uccidersi.
Gli Arcade Fire sono musicisti seri, si impegnano e la loro musica è un miscuglio di atmosfere e sensazioni gradevoli.
Uno dei live più belli dell’anno: il loro show, nonostante sia premeditato e Règine sappia già le mossettine da fare su “Sprawl II”, è semplice e allo stesso tempo cattura in maniera impressionante i presenti.

3. Kings Of Leon

…o la band più “figa”, nel senso di estetico, dell’universo; ma lasciamo da parte gli ormoni svolazzanti e diamo spazio alla musica di questa band.
La voce di Caleb è mostruosa ed è lui che tiene in mano il pubblico del Futurshow. Nonostante la mancanza di troppi pezzi vecchi e la presenza di troppi pezzi nuovi, questo concerto è stato straordinario.
Peccato l’acustica e peccato io preferisca le band minchia che si uccidono su un palco.
La presenza dei Kings of Leon consiste nell’incantarsi e sbavare, ma tutto questo merita eh.

4. Frightened Rabbit.

Presente le fisse? Se non fossero venuti in Italia, avrei fatto un viaggio à la Foals e sarei andata in Europa a vederli da qualche parte.
Una delle band del genere (indie-folk-rock e bazze simili) più brave che abbia mai visto: un misto tra sonorità tipicamente scozzesi, molto folkloristiche, e una voce, calda e profonda, americana. Che carucci poi.

5. Crystal Castles. “Alice alza la voce come fai su album perché all’estragon si sente poco”: nonostante questo piccolo problema tecnico, il live dei Crystal Castles è stato malato e fuori di testa.
Ballare-pogare-cadere a terra, ma divertirsi come non mai e uscire che sei un bagno di sudore: ne è valsa la pena, certo, ma se mai dovessi rivedere questa band, solo ed unicamente all’estero.

6. The Divine Comedy.

Andare a un concerto e conoscere a malapena solo l’ultimo album di una band o di un musicista, Neil Hannon, che ha una carriera musicale che parte dal 1989.
Spettacolo\ Commedia Teatrale intimo, stupendo, ricco di emozioni e tanta buona musica.

7. Mystery Jets.

Che carucci parte II. Mi aspettavo una band indie sul livello dei Cinematics, Teenagers, Pete and the Pirates… Quanto mi sbagliavo.
Rispetto a tutte le band che ho citato ora, questi Mystery Jets hanno qualcosa in più, sono molto innovativi e inseriscono più spunti rispetto ad altre band, ma la voce di Blaine Harrison poi….

8. 65 Days Of Static.

Una band della madonna, davvero preparata e che riesce a passare da un intenso Post-Rock a un’ Elettronica fuori dal comune e davvero malata, presente soprattutto negli ultimi lavori della band.
Concerto molto suggestivo, ma che sauna!

9. Toro Y Moi \ The Invisible.

Due gruppi spalla che si meritano un posto in questa classifica. Bravissimi: il primo trio ricerca nuove sonorità sognanti e spensierate che avvolgono il pubblico di Edimburgo; il secondo trio, invece, ama la parte strumentale e mischiare più generi e influenze.

10. Carl Barat e suoi amichettii.

Nonostante non abbia amato le sue canzoni da solista live, devo ammettere che Carletto è sostenuto da un’ottima band e le canzoni dei Libertines hanno fatto l’effetto “oddio, i LIBERTINEEES”. Durante il concerto ho urlato più volte quella frase, nonostante mancassero Peter, John e Gary, proprio a causa del mio amore nei confronti di quella band.
Ok basta.

Poi ci sarebbero:
I Fanfarlo, band sorprendente o figliastri degli arcade fire; i Chapel Club, altra buona rivelazione più “dark” e meno “indie”; i Modest Mouse e l’acustica di merda; i Blink 182 con un ottimo batterista e due che cercano di cantare ma, in realtà, vogliono distruggerti le orecchie; i Sum 41, meglio di quanto pensassi e meglio dei blink 182 live; I simple plan e gli all time low che vorresti vedere morti; i Crystal Castles,bravissimi e coinvolgenti, ma alice…la voce?!; quel pervertito adorabile di Adam Green (x2); quei due personaggi dolcissimi dei Blood Red Shoes; quei folk-ora mi addormento dei Rumble Strips; coinvolgenti e devastanti, nonostante tutto, sono i soliti Linea77; quei mocciosi bruttissimi che fanno tanto gli inglesi, ma in realtà sono francesi e fanno divertire anche un cinquantenne, dei Teenagers; quelle furie incazzate de Il Teatro degli Orrori; il dj set del Kapranos e il Kapranos che non ce la fa a fare il dj, ma che uomo meraviglioso; la simpatia e la dolcezza dei Courteeners; la semplicità dei Pete and the Pirates e Mystery Jets; la dolcezza pura e l’affetto degli scozzesi, Frightened Rabbit e Cinematics; lo spettacolo fuori di testa e strappalacrime, dalle risate, degli EELST; l’energia dei Male Bonding; l’americanaggine dei Band of Skulls, che ricordano tanto White stripes e Kills; la nuova band di Carl Barat, davvero preparata, e le canzoni dei libertines “ballate-urlate” nemmeno fossimo a un concerto dei Libertines; la nuova band dell’ex placebo Steve Hewitt, bravissima; la bravura impressionante degli Invisible; la ricerca di nuovi suoni e atmosfere sognanti da parte di Toro y Moi e Pet Moon; la provolaggine e i balletti sugli Swimming; la gentilezza degli You Say Party e di quella persona sublime che è Adam Ficek; la bonaggine dei KOL e il pacco in primo piano del cantante dei The Whigs; l’eleganza e il fascino di Neil Hannon; la tecnica e l’impegno dei The Notwist; l’amore profondo e che per ogni minima cosa c’è un messaggio su facebook (vero Simo??) per quei Cinque Brutti Cessi e per chi lavora con loro; il delirio post-rock\elettro dei 65daysofstatic in un locomotiv che può fare da sauna; i gruppi italiani tanto carucci, pure questi: Le Altre di B, Matinèe, Heike has the Giggles, Joycut e tutti gli altri…

Ho perso troppe band, ma recupererò prossimo anno: mi basta sapere che vedrò Everything Everything, Foo Fighters, PULP (CAZZO I PULP) e finirò a qualche festival all’estero…
Buon anno X

Top of the world…

Scegliere 10 album su 250 ascoltati è stato davvero difficile, a parte per le prime 3 posizioni che erano già state selezionate da più di un mese (nel caso dei primi due da maggio).
Ascoltati e sentiti in vari modi: in macchina, anche di notte, a un volume improponibile per fuggire da tutti e da tutto, “away from the city\away from the light” canterebbe qualcuno; in camera allo stesso volume di quando li ascoltavo macchina facendo vibrare i vetri delle finestre e fissando il vuoto; in sottofondo mentre leggevo\studiavo; mentre bestemmiavo e basta; mentre mi sfogavo e guidavo in strade buie desolate; dalla prima all’ultima traccia; dall’ultima alla prima; prima di un concerto; dopo un concerto; col mal di testa; durante i viaggi mentali e quelli vari e reali; alle 5 di mattina e ad ogni orario impossibile quando tutto tace, c’è buio e nessuno rompe le palle (tipo ora).
Per quanto riguarda i primi 3 album resto molto soggettiva, mi hanno colpito tanto e anche il doppio live dei primi in classifica mi ha condizionata tanto, ma il resto..
Beh il resto è così:

10. Fang Island – Fang Island

Voce in secondo piano e quasi inesistente, parte strumentale onnipresente e riffs profondi e frutto di buona tecnica: in poche parole l’album omonimo dei Fang Island.
L’album scorre velocemente in dieci pezzi post rock, con qualche minimo riferimento all’elettronica, dalle tonalità vivaci e piuttosto spensierate.

9. Tame Impala – Innerspeaker

Psichedelico, geniale e uno degli album più suggestivi dell’anno.
“Innerspeaker” è l’album del 2010 che ci riporta ai tempi di Woodstock, del LSD e di una psichedelia piena di creatività e unica.

8. Darkstar – North

“North” rappresenta il naufragio e, allo stesso tempo, una sorta di “quiete dopo la tempesta”: l’album, infatti, presenta evidenti spunti Pop molto orecchiabili che, però, entrano in contrasto con un lato oscuro.
Un album “Pop-Wave” surreale e ricco di sperimentazione, perché, nonostante tutto, ciò che domina è l’elettronica.

7. Arcade Fire – The Suburbs

L’album che mette tutti d’accordo, perché gli Arcade Fire sono dei Musicisti seri e che amano fare bene il proprio lavoro.
The Suburbs è l’album “universale”, l’album per tutti: ci sono i soliti spunti legati alla classica, meno rispetto agli album precedenti; c’è dell’ Indie Rock ben costruita (Month of May \ Ready To Start); ci sono dei pezzi intensi ed eseguiti con una certa rabbia ( The Suburbs).
L’album per tutti e che porta al successo, meritatissimo, la band capitanata da Win e Regine Butler.

6. Everything Everything – Man Alive

Il riassunto degli ultimi album usciti nel Regno Unito in questi ultimi anni.
Non sono indie rock e non sono nemmeno una band elettro. Sono un miscuglio tra i due generi? Nemmeno, o forse sì. Particolari, pungenti e tanto innovativi, soprattutto a livello vocale: la band si stacca dalla tipica scena musicale di Manchester alla ricerca di nuove sonorità.
(Sento che questi diventeranno la mia nuova fissa del 2011, in seguito al concerto di marzo al covo…)

5. Liars – Sisterworld

Uno dei primi album di cui mi sono realmente innamorata quest’anno è il “lato oscuro”\\”mondo parallelo” dei Liars.
Quest’album è la rappresentazione, a livello uditivo, dell’inquietudine, della paura vera e propria e del terrore: la band è grande amante della sperimentazione e trascina l’ascoltatore in questo suo nuovo mondo.

4. Pantha Du Prince – Black Noise

Il “Black Noise” è ciò che percepiscono gli animali prima di una catastrofe\tempesta e l’intento dell’artista tedesco è proprio quello di racchiudere, in 11 tracce, alcune sonorità che andrebbero sentite in assoluto silenzio per poterle identificare al meglio.
Intenso e ricco di atmosfere sognanti: il produttore-musicista ricerca, grazie a queste caratteristiche, il rapporto tra uomo e natura.

3. Ariel Pink’s Haunted Graffiti – Before Today

L’album che racchiude alcuni “revival” di quest’anno: c’è stata l’esplosione del surf rock, del lo-fi, del noise e della musica sperimentale. Un riassunto di tutto questo è proprio in “Before Today”: psichedelico, ricco di sfumature pop e pieno di riferimenti, che partono da influenze retrò appartenti agli anni ’60 fino ad arrivare a dettagli degli anni ’80, riprendendo anche la rivoluzione musicale di questi ultimi anni.

2. Caribou – Swim

Sperimentazione ed elettronica pura e delirante in 43.11 minuti.
Swim è ricco di sinestesia, o quella forma retorica utilizzata soprattutto nel periodo del decadentismo \ corrente estetismo, che mescola sensazioni ed emozioni. L’album del 2010 che trasforma un’atmosfera, o una giornata piatta, in colori\immagini e sensazioni varie: è l’album dell’anno da gustare, sentire e vedere.

1. Total Life Forever – Foals

Sono la mia band “cicci” del 2010 (=They give me this western feeling). Anche nel 2008 mi avevano catturata per “ma questi stanno male” e colpita per tutta la rabbia e gli aspetti danzerecci che presentavano in “Antidotes”, ma mai quanto Total Life Forever (non oso immaginare se fossi andata nel 2008 a Milano a vederli). Non sto a scrivere altro, tutto il mio amore per loro è qui.

Oltre a questi dieci, mi pare giusto citare altri album meravigliosi: “Further” dei Chemical Brothers; “There is love in you” di Four Tet, molto vicino a ciò che combina Caribou; le atmosfere leggere e elettro-pop di “Acolyte” dei Delphic; quella meraviglia di “Hidden” dei These New Puritans; “New Inheritor” dei Wintersleep, la band canadese che mi ricorda un miscuglio tra Interpol e Arcade Fire; “Everything in between” dei No Age; “Suburban Timebombs” dell’ex babyshambles, Adami Ficek; il II capitolo dei Crystal Castles…
Tantissimi album, alcuni mi mancano e spero di recuperarli presto, che, almeno per quanto mi riguarda, resteranno nella mia testa e orecchie per moltissimo tempo.

Parallel Universe

Premessa: odio i resoconti di fine anno, quindi mi esprimo come meglio posso attraverso quella passione, spero futuro lavoro, con la quale ho sempre a che fare: sarò banale, ma la musica sta con me ogni giorno e non ci posso fare niente per togliermela dalle palle.
Divido il post in 3 parti perché è un romanzo:
1.artisti “emergenti”
2.album
3.live
(Per le canzoni è troppo difficile, lasciamo stare).
Musicalmente parlando quest’anno è stato decente e ho scoperto tante nuove band, ma a livello personale è stato un anno di merda. Un anno di MERDA e se ne sono uscita è grazie agli album che ho ascoltato, a un livello improponibile, fissando il soffitto… O al ballare\barcollare come un’idiota e ubriaca marcia su certe canzoni; oppure conoscere persone importanti durante il dj set di Mr kapranos, mentre se ne perdevano altre; o avere una relazione complicata col fegato per tutto l’alcool bevuto al solito Covo con la solita musica e la solita gente… Ma di quel locale non riesco a farne a meno; girarsi l’Europa per andare a vedere una di quelle band del cazzo, due volte eh, che non verranno mai in Italia; o rendersi conto di come questa band, in concerto, riesca a prendermi quanto una droga, tanto da farmi buttare il cellulare a terra per scatenarmi nemmeno fossi posseduta su twostepstwice e meno male che l’ho fatto a Bruxelles, dove un ragazzino poi me lo ha restituito, e non in Italia.

Il primo punto è quello degli “artisti emergenti”, o meglio coloro che hanno esordito con un album proprio quest’anno. Ho scelto questi sette perché sono quelli che mi hanno colpita un po’ di più rispetto a tanti altri (tipo Postelles, Winter Gloves, Esben and The Witch, Beat!Beat!Beat!..)

7. Francis International Airport – In The Woods

Sarò molto schematica a parlare di questa Pop-band austriaca: sono molto orecchiabili ed entrano facilmente in testa, soprattutto il singolo “Monster”, ma devono crescere ancora un po’ per affermarsi. Una band che, comunque, parte bene e con un qualcosa in più (di certo sono molto più creativi dei Beat! Beat! Beat! che potrebbero essere una cover band dei Mystery Jets).

6. General Fiasco – Buildings

qui ho scritto qualcosina di più dettagliato

5. The Fling – When the madhouses appear

La versione americana dei Frightened Rabbit, ovviamente senza il folklore scozzese, e band fortemente influenzata dai Fab4, basta sentire il timbro del vocalist.

4. Jonquil – One Hundred Suns EP

Oxford ha una scena musicale impressionante e questi, oltre a farsi valere tra tutti gli americani che si dedicano al surf\rock-revival-lo-fi-quello che è, inseriscono qualche traccia di pop-punk e qualche atmosfera sognante influenzata da band come Trophy Wife (leggermente più famoselli di questi), Radiohead, Foals, Pet Moon.



3. Janelle Monae – ArchAndroid

A questa ragazza avrei dovuto dedicare un post intero, anche perché questo “ArchAndroid” è uno degli album più belli del 2010.
Non mi complico la vita, perché già nella top10 degli album ho fatto una fatica assurda a sceglierne solo 10 su 250, e lo metto come uno tra i migliori album tra gli “artisti emergenti”
Voce della madonna e amante di più generi: dal r’n’b, al pop, all’elettro, alla classica a tutto: un album per tutti, o quasi, più complesso di quello che sembra, meraviglioso e assolutamente innovativo.

2. Crystal Fighters – Star Of Love

qui

1. Gypsy and the cat – Gilgamesh

Questa band si merita di essere in copertina sull’NME, invece delle solite cagate presenti su quella rivista.
“Gilgamesh” è un album essenziale, è un album Pop con qualche piccola sfumatura di elettro e di leggera psichedelia.
Un album intenso, suggestivo, di piacevole ascolto e soprattutto nuovo: le note sono sempre quelle, ma questa band ha le giuste qualità per saperle mischiare.

(Il prossimo aggiornamento e sulla top10 di ‘staceppa legata agli album… eh sì, ciao!).

Lost in the post.

Citando gli Wombats, mi perdo in questi altri album ascoltati da luglio a dicembre, mentre qui trovate quelli dei mesi precedenti.
Se ho saltato qualche album, pazienza… Prima o poi li recupererò (tipo quello di Robyn)!
Solita cosa: quelli in grassetto sono i più più.

Luglio

125. 22-20s -Shake\Shiver\Moon
126. The Boat People – Dear Darkly
127. Cloud Cult – Light Chasers
128. Deadhorse – We Can Create Our Own World
129. General Fiasco – Buildings
130. I Am Kloot – Sky At Night
131. The Lodger – Flashbacks
132. M.I.A – Maya
133. Sky Larkin – Kaleide (album pessimo e privo di creatività)
134. The Rescues – Let Loose The Horses
135. Snow & Voices – Anything That Moves
136. Steel Train – Steel Train
137. Surfer Blood – Astro Coast
138. Wavves – King Of The Beach (non male, ma troppo troppo sopravvalutato)
139. Windsor For Derby – Against Love
140. Pulled Apart By Horses – Pulled Apart By Horses
141. Best Coast – Crazy For You
142. Die! Die! Die! – Form
143. Tubelords – For The Grandparents
144. The Vaselines – Sex With An X
145. The Gaslight Anthem – American Slang
146. Sky Sailing – An Airplane Carried Me On Bed (altro album piuttosto inutile)
147. The Coral – Butterfly House
148. Of Montreal – False priest
149. Bombay Bicycle Club – Flaws
150. Frankie Rose And The Outs – Frankie Rose And The Outs
151. Male Bonding – Nothing Hurts
152. Tame Impala – Innerspeaker
153. Les Savy Fav – Root For Ruin
154. Cherry Ghost – Beneath This Burning Shoreline
155. Arcade Fire – The Suburbs
156. Jukebox The Ghost – Everything Under The Sun
157. Autolux – Transit Transit
158. Soundpool – Mirror In Your Eyes
159. We Have Band – WHB
160. Neon Plastix – Awesome Moves
161. The Naked and Famous – Passive Me, Aggressive You
162.O. Children – O. Children

Agosto

163. Interpol – Interpol (peggio di Antics)
164. Ra Ra Riot – The Orchard
165. Shapes And Sizes – Candle To Your Eye
166. The Walkmen – Lisbon
167. Winter Gloves – All Red
168. Unkle – Where Did The Night Fall
169. The Hoosiers – The Illusion Of Safety
170. Klaxons – Surfing The Void
171. Everything Everything – Man Alive
172. Annuals – Count The Rings
173. All Smiles – Land Of Talk
174. Blonde Redhead – Penny Sparkle
175. The Thermals – Personal Life
176. Ou Est Le Swimming Pool – Golden Years
177. To My Boy – The Habitable Zone
178. Shrag – Life! Death ! Prizes!
179. Screaming Females – Castles Talk
180. Hurts – Happiness
181. No Age – Everything In Between
182. Philip Selway – Familial
183. The Divine Comedy – Bang Goes To Knighthood

Settembre

184. The Strange Death Of Liberal England – Drown Your Heart Again
185. Miami Horror – Illumination
186. Superchunk – Majesty Shedding
187. Manic Street Preachers – Postcards From A Young Man
188. Weezer – Hurley
189. The Charlatans – Who We Touch
190. Get Cape Wear Cape Fly – Get Cape Wear Cape Fly
191. Elf Power – Elf Power
192. The Hundred In The Hands – The Hundred In The Hands
193. The Postelles – The Postelles
194. Margot and The Nuclear – So and So Buzzard
195. The Xcerts – Scatterbrain
196. Hot Panda – How Come I’m Dead
197. Orchestral Manoeuvres In The Dark – History Of Modern
198. Thieves Like Us – Again and Again
199. Deerhunter – Halcyon Digest
200. Belle & Sebastian – Write About Love
201. Clinic – Bubblegum
202. Francis International Airport – In The Woods
203. Carl Barat – Carl Barat
204. Ben Folds & Nick Hornby – Lonely Avenue
205. Fenech Soler – Fenech Soler

Ottobre

206. Jimmy Eat World – Invented
207. Kings Of Leon – Come Around Sundown
208. Crystal Fighters – Star Of Love
209. P.S. I Love You – Meet Me At The Hunter Station
210. Emily Portman – The Glamoury
211. Blank Dogs – Land and Fixed
212. Dinosaurs Pile-Up – Growing Pains
213. My Disco – Little Joy
214. Warpaint – The Fool
215. Hello Seahorse – Lejos. NoTan Lejos
216. How To Dress Well – Love Remains
217. Hungry Kids Of Hungary – Escapades
218. Magenta Skycode – Relief
219. No Children – Souls On Fire
220. Paul Smith – Margins
221. Shipping News – One Less Heartless To Fear
222. Sun Airway – Nocturne Of Exploded Crystal Chandelier
223. Mew – Eggs Are Funny

Novembre

224. The 1900s – Return Of The Century
225. Oh No, Oh My – People Problems
226. Alice In Videoland – A Million Thought And They’re All About You (non so se sia peggio la loro musica o quella di ladybatta)
227. Jonquil – One Hundred Suns Ep
228. Tear Run Rings – Distance
229. Girl Talk – All Day
230. Gypsy & The Cat – Gilgamesh
231. Ida Maria – Katla
232. Lovers – Dark Light
233. Wild Orchid Children – The Wild Orchid Children Are Alexander Supertramp
234. Emmet & Mary – S\T
235. Darkstar – North

236. Twin Shadow – Forget
237. The Chain Gang Of1974 – White Guts

Dicembre

238. Aftermath – The Aftertaste Of Abandonment
239. The Fling – When The Madhouses Appear
240. Neon Indian – Mind CTRL Psychic Chasms Possessed
241. Athlete – Beyond Dub Neighbourhood (sono una di quelle band che mi faranno schifo a vita)
242. Feist – Look At What The Light Did Now
243. Skream – Outside The Bar
244. Emeralds – Does It Look Like I’m here?
245. Freezepop – Imaginary Friends
246. The Go! Team – Rolling Blackouts
247. The Courteeners – Electric Lick
248. This Is The Arrival – This Is The Arrival
249. Fujiya & Miyaji – Ventriloquizzing
250. Daft Punk – Tron Legacy

Gran parte, non tutti chiaramente, di quelli in grassetto sono album di artisti agli esordi e sono davvero interessanti.

At the Indie Disco with Neil Hannon.

Uomo elegante sulla quarantina, estremamente affascinante, musicista e creatore di questi “The Divine Comedy” in cerca di compagnia e di un pubblico amante dell’ironia: non è un annuncio per donne di una certa età sul “Metro” o sul “City”, che si trovano in stazione di mattina, ma è il concerto di quest’uomo meraviglioso al Locomotiv Club di Bologna.
Prima di scrivere qualcosa di più o meno sensato su Radionation, sfogo la mia logorrea di aggettivi e sostantivi qui sul blog: affascinante, divertente, elegante, meraviglioso (scusate se lo ripeto, ma è necessario), ottimo musicista, fantastico, intrattenitore, regista e attore, personaggio, strepitoso.
Per descrivere tutto quel delirio basta anche un nome e un cognome: Neil Hannon.

Neil Hannon è da solo il 10 dicembre al Locomotiv, non c’è nemmeno quella Cathy Davey il cui nome compare sulla locandina del concerto, ma tiene il suo pubblico come se su un palco ci fosse una band formata da quattro o cinque componenti.
C’è solo questo Sir irresistibile e competente, accompagnato dalla sua chitarra e dal suo inseparabile pianoforte, che trascina nel suo mondo le poche, ma buone e di tutte le età, persone nel locale: canzoni che ti fanno pensare a un “Ma tutto ciò è meraviglioso”, per i personaggi che lo stesso Artista interpreta, si intrecciano ad altre tracce molto intense e portatrici di note che avvolgono il pubblico alla pari di un abbraccio ( o calore “umano”).
Questa esibizione, per me, è stata una vera e propria sorpresa poiché, in un certo senso, sono andata al concerto di “The Divine Comedy” a “occhi” chiusi, senza ascoltare bene l’artista in questione e senza sapere come fosse il tizio, nonostante Bologna fosse stata tapezzata di locandine con la faccia di Neil stampata sopra.
Mi fermo qui, blocco la funzione occhi a cuoricino, aggiungo solo il “uno tra i cinque concerti più belli visti quest’anno” e il resto del delirio lo scrivo su Radionation.it tra qualche giorno.

And for a minute there, I lost myself

Non mi perdo per un minuto a fare “questa cosa” ma ci perderò almeno due post.
Ora faccio una lista, più o meno in ordine di ascolto, degli album sentiti fino a giugno (il secondo post completerà l’anno e lo faccio tra una-due settimane) e se ne avete altri stupendi da consigliarmi, usciti in quel periodo, fate pure.
Faccio questo perché il mese di novembre è stato devastante a livello concertistico e ho scritto solo di eventi e simili, quindi ora mi sembra giusto farvi rincoglionire con queste cose e consigliarvi, oppure no, qualcosina!
(Faccio questo anche perché, poi, dovrò fare una classifica strana ed inutile a fine mese).

Gennaio

1. Vampire Weekend – Contra
2. Beach House – Teen Dream

3. A Silver Mt. Zion – Kollaps Tradixionales
4. Los Campesinos – Romance is Boring
5. Shearwater – The Golden Archipelago
6. Adam Green – Minor Love
7. The Go Find – Everybody Knows It’s Going Happen Only Not Tonight
8. Lucky Soul – A Coming of Age
9. The Silent League – But You’ve Always Been The Caretaker
10. Owen Pallet – Heartland
11. Ringo Starr- Y Not
12. Stereophonics – Keep Calm And Carry On
13. The Sunshine Underground -Nobody’s Coming To Save You
14. Lostprophets – The Betrayed (o l’album più osceno che abbia mai ascoltato in questi ultimi anni)
15.Pantha Du Prince – Black Noise
16. Four Tet – There Is Love In You

Febbraio

17. Two Door Cinema Club – Tourist History

18. Akai – The Coldest Hour Is Just Before The Dawn
19. Good Shoes – No Hope, No Future
20. Hadouken! – For The Masses (orribile)
21. Errors – Come Down With Me
22. Marina & The Diamonds – The Family Jewels
23. Delphic – Alcolyte
24. The Electric Pop Group – Seconds
25. The Black Box Revelations – Silver Threats
26. Shy Child – Liquid Love
27. Charlotte Gainsbourg – IRM
28. The Courteeners – Falcon
29. Black Rebel Motorcycle Club – Beat The Devil’s Tattoo
30. Love Is All – Two Thousand And Ten Injuries
31. Ellie Goulding – Lights
32. Fang Island – Fang Island
33. Toro Y Moi – Causers Of This

Marzo

34. The Automatic – Tear The Sign Down
35. Babybird – Ex Maniac (altra oscenità)
36. Trouble Books – Gathered Tones
37. New Young Pony Club – The Optimistic
38. Angel & The Airwaves – Love (Tom, è meglio che stai nei Blink e stoni nei live, invece di fare cazzate)
39. Freaky Age – Living In Particular Ways
38. Gorillaz – Plastic Beach
40. Yamon Yamon – The Wilderlessness
41. Goldfrapp – Head First
42. Jonsi – Go
43. Awesome Color – Massa Hypnos
44. The Knife – Tomorrow In A Year
45. Paul Weller – Wake Up The Nation
46. Black Tambourine – Black Tambourine
47. Liars – Sisterworld
48. The Futurheads – The Chaos
49. Light Pollution – Apparitions
50. MGMT – Congratulations
51. Drive By truckers – The Best To Do
52. Fyfe Dangerfield – Fly Yellow Moon
53. CocoRosie – Grey Oceans
54. Blood Red Shoes – Fire Like This
55. I Can Make A Mess Like Nobody’s Business – The World We Know
56. The Living Sister – Love To Live
57. Laura Marling – I Speak Because I Can
58. Zeus – Say Us

Aprile

59. Rufus Wainwright – All Days And Nights Song For Lulù

60. The School – Loveless Unbeliever
61. Kyte – Dead Waves
62. The Apples In Stereo – Travellers In Space And Time
63. Raised By Swans – No Ghostless Place
64. Young Heretics – We Are The Lost Loves
65. Shout Out Louds – Work
66. Viernes – Sinister Devices
67. Scouting For Girls – Everybody Wants To Be On Tv (.. e il vostro album dovrebbe essere usato come carta igienica)
68. LCD Soundsystem – This Is Happening
69. Hole – Nobody’s Daughter
70. Crystal Castles – Crystal Castles II
71. Cassette Kids – Nothing On Tv
72. Delta Spirit – History From Below
73. Hold Steady – Heaven Is Whenever
74. The Burning Hotels – Novel
75. FOALS – TOTAL LIFE FOREVER (l’entusiasmo e la malattia mentale uniti)
76. Band Of Horses – Infinite Arms
77. 65 Days Of Static – We Were Exploding Anyway
78. Devo – Duty
79. Kate Nash – My Best Friend Is You
80. Minus The Bear – OMNI
81. Tayor Hawkins – Red Light Fever
82. The Indelicates – Song For Swinging Lovers
83. The National – High Violet
84. Health – Disco 2
85. CARIBOU – SWIM (entusiasmo parte seconda)

Maggio

86. God Is AnAstronaut – Age Of The Fifth Sun
87. Teenagers In Tokyo – Sacrifice
88. The Dead Weather – Sea Of Cowards
89. The Morning Of – The Way I Fell In
90. Broken Bells – Broken Bells
91. Wintersleep – New Inheritor
92. Thieves Like Us – Again And Again
93. Club 8 – The People’s Record
94. Born Ruffians – Say It
95. The Acorn – No Ghost
96. Tiger Riot – Look Up!
97. Wolf Parade – Expo 86
98. We Are Scientists – Barbara
99. Sleigh Bells – Treats
100. Elephant Stone – The Glass Box
101. Sleepy Sun – Fever
102. Stornoway – Beachcambers Windowsill
103. Tokyo Police Club – Champ
104. Katie Melua – The House
105. Hot Hot Heat – Future Breeds
106. Kurt Vile – Square Shells
107. Janelle Monae – The ArchAndroid
108. Broken Social Scene – Forgiveness Rock Record
109. Francis and The Lights – It’ll be better

Giugno

110. The Bluetones – New Athens
111. Mystery Jets – Serotonin
112. Delays – Star Tiger Star Ariel
113. Math And Psychics Club – I Shouldn’t Look As Good As I Do
114. Kula Shaker – Piligrim’s Progress
115. !!! – Strange Weather, isn’t It
116. The bridgeheads – Foreigners
117. The British Robots – The British Robots
118. The Morning Benders – Big Echo
119. The Drums – The Drums
120. The Young Veins – Take A Vacation
121. Maps & Atlases – Perch Patchwork
122. Ariel Pink’s Haunted Graffiti – Before Today

123. To My Boy – The Habitable Zone
124. The Chemical Brothers – Further

Gli album PIÙ li ho messi in evidenza, mentre i commentini acidi di fianco ad altri album è un invito a non ascoltarli per non rovinarvi l’udito.
Il resto, bene o male, è abbastanza orecchiabile e di piacevole ascolto: a giugno si può sentire come l’ondata che riprende i generi lo-fi, noise e surf invada il panorama musicale internazionale, o quasi.

(E sì: sono un'”asociale” che non sa che cazzo fare al giorno, quindi cerco album nuovi \ gruppi nuovi da ascoltare).

My hormones flying everywhere

1. Immaginarsi Caleb Followill tra le proprie gambe per determinate espressioni;
2. Scusa, ti potrò sembrare una pervertita, ma vogliamo parlare del paccone che ha il cantante dei The Whigs??!;
3. Il basso di Jared Followill che fa vibrare QUALUNQUE cosa;
4. Fighi \ boni \ da stupro \ pensieri simili.

Ah sì: il 3 dicembre sono stata al Futurshow di Bologna per vedere una delle band più fighe, in tutti i sensi esistenti e possibili, della terra, ovvero i Kings Of Leon.
I pensieri iniziali sono solo alcune delle perle sparate da me e le mie sorelline al concerto: tutto nella norma, sì più o meno.
…Ma partiamo da questi americanozzi, figliastri di KOL e The Strokes, chiamati The Whigs.
La prima cosa in assoluto che si nota è il pacco enorme del cantante (messo in evidenza dai jeans strettissimi? Ombre strane?) che si prende in giro da solo compiendo le mosse da rocker, ci mancava giusto la scivolata con chitarra.
Il trio americano scalda bene gli animi dei presenti che, almeno tra le prime file, si divertono, li prendono in giro e reagiscono bene a ciò che propone la band sul palco.
Il genere è proprio quello dei primi Kings of Leon, un buon “Southern Rock” quindi, e qualche schitarrata leggera à la Strokes.
Tra l’effetto “vento tra la folta chioma”, mossettine varie, paccone in primo piano e la loro musica abbastanza coinvolgente, questa dei The Whigs sarà una buona esibizione.

Passiamo ai bonazzi dei Followill, scusate ma questi sono dei figoni davvero e mi sembra giusto ripeterlo perché, cazzo, meritano la sbavata.
Tra le conferme di chi li ha già visti e altre persone più fan della sottoscritta, i KOL si sono comportati molto bene sul palco, ma sfortunatamente mi faccio troppo influenzare dai gruppetti indiedi’staceppa in cui la presenza scenica consiste nel saltare\pogare\arrampicarsi\ coinvolgere al massimo il pubblico.
Credevo, povera illusa, che la loro presenza scenica fosse legata solo alla loro figaggine (=osserva e sbava), ma in realtà la band di Caleb ha molto più di questo: sorrisini, espressioni orgasmiche, entusiasmo e SOPRATTUTTO tanta voglia di suonare; tutti gli aspetti di cui mi renderò conto non appena uscirò dal delirio\massacro della terza fila centrale per un posto più tranquillo al lato destro e proprio da quelle conferme.

I Kings of Leon non sono così freddi poiché la loro musica avvolge chiunque, sono molto espressivi e posso garantire che la loro presenza ha fatto strappare i capelli, in termini molto groupieggianti, anche agli ometti presenti (il tizio di fianco a me stava per venire e piangere allo stesso tempo… Ma sono dei figoni i KOL, basta!), e non solo a noi donne infoiate-pervertite amanti dei fratelli e il cugino.
La voce di Caleb è UNICA e si fonde alla perfezione con la sua personalità sul palco: profonda, intensa e calda.
Il pubblico, nonostante tutto e allo stesso tempo mi dimentico che siamo in Italia quindi pazienza, risponde benissimo all’esibizione dei Kings of Leon che restano piuttosto sorpresi da questa reazione e ne approfittano per mostrare più calore: il Futurshow non sarà sold out, di gente ce n’è comunque tanta, ma tutti i presenti non riescono proprio a stare fermi durante il live.
La scenografia non sarà eccessiva ed è composta da maxi-schermi sui quali vengono presentati ogni volta i primi piani dei protagonisti, luci eccitanti e piccoli effetti speciali: non è uno spettacolo circense, è solo un altro modo per dire “procuriamoci un orgasmo tutti insieme con la musica dei Kings Of Leon”.
Caldo ed eccitante sono le uniche due parole che mi vengono in mente per descrivere al meglio questo concerto: questo è l’effetto che fa la musica dei KOL e la loro personalità su un palco.
La loro musica è perfetta e vitale: sono una di quelle band che rende meglio live che su album e anche i pezzi nuovi sono tanto intensi e davvero piacevoli, quanto i pochissimi vecchi.
Nonostante questa scaletta troppo nuova e poco vecchia, la band live è MOSTRUOSA e riesce a trasmettere quella parte più “orgasmica” della Musica che non tutti gli artisti vogliono far intendere durante un concerto.
Peccato per i problemi tecnici e per l’acustica, ma il futurshow ha sempre questo solito problema e c’è poco da fare: fortunatamente i KOL riescono a trasmettere comunque con grande energia e carisma la loro musica ai loro fan.
Tante saranno poi le sensazioni e le emozioni di questo concerto, ma ciò che descrive al meglio il tutto è proprio questo HOT, da intendere in più modi, sia, in primis, per la musica, poi per il gruppo e per il pubblico.
Chi non è stato a questo concerto può solo rosicare e “strapparsi i capelli”, ma non di certo nel modo in cui lo hanno fatto le persone presenti.