Cherish The Light Years

Se gli americani si impegnano, riescono a trattare bene il genere della New Wave e a farne un buon revival: Cherish The Light Years, il nuovo album dei -sempre molto produttivi – Cold Cave, ne è un esempio evidente.

Nel giro di due anni, tra una release e l’altra, i Cold Cave hanno cambiato molte cose, primo tra tutte la formazione, e questo “Cherish The Light Years” può essere considerato come il secondo capitolo della storia del creatore di questo progetto, Wesley Eisold.
Il nuovo album del trio newyorkese, che uscirà il 5 aprile, propone un buon revival della New Wave, con evidenti tracce di Synthpop e Darkwave, unito a una buona sperimentazione che crea delle atmosfere contrastanti e, allo stesso tempo, molto coinvolgenti.

Nonostante questo nuovo album sia stato descritto come un “massive, ambitious love letter to New York”, i sound e le influenze dominanti sono strettamente legati ai maestri inglesi del genere: New Order, The Smiths, Depeche Mode, Siouxie and the Banshees e The Cure.
“Cherish The Light Years” è un vero e proprio omaggio alle band poco fa citate e a questa New\\Dark Wave, genere che si è spento nel corso di questi ultimi anni grazie a band poco creative: proprio la sperimentazione, i sound particolari e l’espressività della voce di Wesley , a tratti davvero sensuale ed intensa, sono gli aspetti chiave di questo nuovo -ottimo- lavoro dei Cold Cave.

L’album scorre via velocemente in nove canzoni, ma queste sono di un’immediatezza unica e plasmano una serie di sensazioni differenti: vi sono tracce synthpop danzerecce e movimentate che riportano direttamente agli anni ’80, tra le braccia dei New Order (“Confetti”); altre, in particolar modo “Catacombs”, fanno spostare la mente dell’ascoltatore da New York a Manchester in pochi secondi, poiché sono una vera e propria dedica d’amore ai The Smiths; “Icons of Summer” è una canzone che viaggia tra passato e presente , o un miscuglio di sound molto più attuali e sperimentali con altri chiaramente anni ’80 e appartenenti ai Depeche Mode; ci sono tracce con piccoli intro Indie\Rock (“Alchemy Around You” e “Villains of the moon”) che sottolineano ancora l’evoluzione musicale tra ieri e oggi.
In “Cherish The Light Years” colpisce, prima di ogni altro sound e atmosfera, la voce di Wesley, sempre molto vigorosa e passionale, che si esprime e “recita” a seconda della canzone.
Atmosfere cupe (“Burning Sage”), altre più sperimentali, psichedeliche, romantiche e danzerecce si mescolano tra di loro senza sosta, creando così un album immediato, coinvolgente e semplicemente meraviglioso.

Tracklist

1. The Great Pan Is Dead
2. Pacing Around The Church
3. Confetti
4. Catacombs
5. Underworld USA
6. Icons Of Summer
7. Alchemy and You
8. Burning Sage
9. Villains of the Moon

2 pensieri su “Cherish The Light Years

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