Gloss Drop.

I Battles sono tornati col nuovo album “Gloss Drop”, successivo all’ottimo esordio “Mirrored” del 2007, ma manca il polistrumentista Tyondai Braxton e un po’ si sente.
Grazie al titolo e all’artwork ho pensato immediatamente a una certa intensità voluta dal -oramai- trio newyorkese, e questa qualità sarà presente anche nel sound del nuovo album.

Sicuramente “Gloss Drop”, che uscirà il 6\7 giugno, merita un posticino tra gli album “più” di quest’anno, poiché i Battles si sono evoluti e si dedicano a un genere meno “ritmico” e molto più colorato: la batteria è  in secondo piano, rispetto a “Mirrored” e tenendo da parte alcune sezioni potentissime (“My Machines”); mentre le melodie, che si rincorrono tra di loro, sono più danzerecce e fluide.

L’influenza del Math Rock rimane nei Battles e, come genere vuole, c’è solo qualche ospite alla voce, tra cui Kazu Makino dei Blonde Redhead (“Sweetie & Shag”), che mostra una certa tendenza a sottolineare l’idea di dinamicità presente nelle melodie , perlopiù d’influenza elettro, regalate dal trio newyorkese.
Gloss Drop, anche senza il genio di Braxton, è un ottimo album che mescola sonorità piuttosto deliranti\danzerecce con altre leggermente più sperimentali.
Alcune tracce, tra cui “Futura”, prendono qualche spunto dai Metronomy del secondo album “Nights Outro”, ma la maggior parte di questo “Gloss Drop” è formato da brani estivi, fluidi e differenti dalla band inglese.
Nonostante i Battles si siano adattati all’ambiente circostante, facendosi influenzare proprio da un genere “più indie e meno elettro”, un album così ci voleva: se la scorsa estate è stato il turno di band fighette\surf, quest’anno sarà l’ora dei Battles, quando finalmente potremo ballare e perderci in un mondo parallelo grazie alle differenti tonalità, queste undici tracce, che ci vengono proposte in “Gloss Drop”…
…E probabilmente, almeno per i live della band, ci mancherà la vocina sperimentale di Tyondai.

Tracklist

01 Africastle
02 Ice Cream [ft. Matias Aguayo]
03 Futura
04 Inchworm
05 Wall Street
06 My Machines [ft. Gary Numan]
07 Dominican Fade
08 Sweetie & Shag [ft. Kazu Makino]
09 Toddler
10.Rolls Bayce
11 White Electric
12 Sundome [ft. Yamantaka Eye]

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I want to enjoy what’s meant to enjoy.

Tomboy è il nuovo album di Panda Bear, ovvero di Noah Lennox degli Animal Collective, ed è il mio nuovo antidepressivo.

Cosa fa quest’uomo?
Quest’uomo produce della musica che sembra LSD fatta apposta per le nostre orecchie; mischia generi, realizzando cose, nel complesso, molto semplici ma di effetto; si mostra più mieloso (ho in mente questo “mieloso” dal 3 aprile, dal primo ascolto dell’album) rispetto ai suoi lavori precedenti.

Tomboy è un album immediato, ricco di sonorità Pop influenzate da una fortissima psichedelia e sfumature lo-fi \ surf: “Surfer’s Hymn” è una dedica d’amore ai Beach Boys, che segue ovviamente una via legata alla ricercatezza; l’album nella sua dimensione sonora più sperimentale, però, mi ricorda quel genio di Arthur Russell ai tempi del capolavoro “World of Echo”.
Panda Bear semplifica molto, si avvicina parecchio agli ultimi Animal Collective e da bravo musicista segue i generi più in “voga”, aggiungendoci questa sua voce così mielosa e quasi spirituale, strettamente legata al ramo dell’elettronica – ambient (“Scheherezade” è la più evidente).
Il modo di cantare, di eseguire, queste tracce è un altro spunto “ambient” fondamentale per il ragazzo mieloso di Baltimora: grazie a queste sue interpretazioni canore, infatti, si formano delle atmosfere suggestive e parecchio rilassanti.

Questo “Tomboy” non sarà l’album più sperimentale e ricercato di Noah Lennox, ma è sicuramente uno dei più orecchiabili e diretti: chi lo ascolta non può non restare catturato dal mondo, affascinante e fantastico, creato ed immaginato da quest’artista che, oramai, gode di una certa fama, meritatissima, anche da solista.

Tracklist

01 You Can Count on Me
02 Tomboy
03 Slow Motion
04 Surfers Hymn
05 Last Night at The Jetty
06 Drone
07 Alsatian Darn
08 Scheherezade
09 Friendship Bracelet
10 Afterburner
11 Benfica

Ci ho messo 3 ore e mezza per scrivere questo post.

…Davvero ci ho messo tre ore e mezza per scrivere due righe su questa nuova uscita discografica: peggio di un parto, ma finalmente è arrivato L’ALBUM.
Perché “L’ALBUM” e non “l’album”? Ci sono due risposte al quesito:
1. Questa nuova uscita discografica non è la solita “robetta indie”, scusatemi cari gruppi-minchia, e i creatori di queste dieci tracce sono degli artisti mostruosi e davvero talentuosi;
2. Ci ho messo TRE ORE E MEZZA a scrivere questo post perché mi sono bloccata davanti alla schermata di wordpress “Add New Post” e non sapevo da dove iniziare.

Aspettavo da mesi quest’effetto, quasi surreale, dato dalla musica e ora eccolo qui:

Nine Types of Light, la quinta uscita discografica dei Tv on The Radio.
La band di Brooklyn torna sulle scene con quest’album, geniale e maturo, che cresce con gli ascolti e -non vorrei esagerare ma- che mi sembra meglio di “Dear Science” (addirittura? Forse sono solo le prime impressioni dopo l’ascolto in loop di questi giorni).
Il sound di questo nuovo album è molto più caldo e passionale, rispetto alle opere precedenti della band, e si fonde perfettamente coi testi, meno ansiosi e più legati all’amore e al desiderio: “solo” l’intensità, quasi pastosa, dell’arrangiamento fa sciogliere chi sta ascoltando.

I Tv on The Radio sono cambiati da “Dear Science”, infatti sono cresciuti ancora di più e mostrano un interesse imparagonabile e continuo nel ricercare e sperimentare nuove sonorità: è impressionante come una band simile riesca ad amalgamare una serie di generi, di melodie e di atmosfere così differenti tra loro in meno di quarantacinque minuti.

La band propone dieci tracce intrise di melodie Pop, Rock, Hip Hop e – qualche piccola ombra di – Elettronica che si uniscono perfettamente a una voce profonda molto vicina al Soul.
Forse è un po’ presto per dirlo, ma questo”Nine Types of Light” è uno dei migliori album dell’anno (e non vedo l’ora di sentire come “suona live”).

Tracklist

1. “Second Song”
2. “Keep Your Heart”
3. “You”
4. “No Future Shock”
5. “Killer Crane”
6. “Will Do”
7. “New Cannonball Blues”
8. “Repetition”
9. “Forgotten”
10. “Caffeinated Consciousness”