Blanck Mass

Ora spammo quest’artista per mesi e mesi, ovunque e comunque, fino a quando su lastfm non raggiunge i 1500 ascoltatori. Un po’ come ho fatto con gli Starfucker.
Ma allontaniamoci dagli Starfucker.
Conoscete i Fuck Buttons? Quei grandissimi fighi dei Fuck Buttons? Se avete presente questo duo di Londra, sicuramente il nome Benjamin John Power non vi è nuovo… Giusto?
Benjamin fa proprio parte dei Fuck Buttons e nel 2010 ha realizzato, nel suo appartamento, un progetto parallelo, questo Blanck Mass, che uscirà il 21 giugno.

Fine delle presentazioni e passo alla musica di Benjamin, dicendovi fin da subito che dovete prendere le distanze dai Fuck Buttons.
Blanck Mass è un progetto tra la musica ambient e sperimentale che si allontana molto da quella della band madre dell’artista; mi spiego meglio: avete bisogno di Ryanair, o di qualunque altra compagnia aerea, per volare? No, c’è un altro modo e Benjamin ci dà una mano a spiccare il volo.
Questo nuovo progetto di musica ambient lo si può descrivere con tantissimi aggettivi, ma può bastare un “non è di questo mondo” per mettere in moto la nostra produttività infinita, presente nella comunicazione, e pensare alle tante altre qualità che gli si possono attribuire.
Non è un album di questo mondo perché le atmosfere ti distraggono da tutti e da tutto: da un nano bastardo e le sue dichiarazioni; dalla sessione d’esami interminabile; dalla fame nervosa; dall’abusare di caffeina fino a quando il cuore non esce dalla gabbia toracica.

Un album intenso, che dà un’idea d’infinito, e che deve essere ascoltato in religioso silenzio per poter catturare quelle sonorità più nascoste e meno apparenti.
Si parla sempre di musica ambient però, e cosa non può mancare in un genere come questo? Un forte contatto con la natura. Oltre alla sensazione del “sto volando, Jack sto volando!” (va beh una citazione più idiota di questa non potevo trovarla) c’è quella dello scorrere, come se noi ascoltatori fossimo in presenza di un corso d’acqua.
Nonostante qualche titolo della tracklist che può far pensare a qualche tema più crudo e pesante dell’attualità (“Chernobyl”, “Land Disaster”), questo progetto di Benjamin John Power invita ad immergersi in una natura infinita nella quale si assiste a una sublimazione dei sensi e ci si perde.

Tracklist

01. Sifted Gold
02. Sundowner
03. Chernobyl
04. Raw Deal
05. Sub Serious
06. Land Disasters
07. Icke’s Struggle
08. Fuckers
09. What You Know
10. Weakling Filter

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Collapse of History

Voglio parlare di un genere diverso, lontano dall’indie e dall’elettro indie di cui solitamente scrivo. E voglio parlare di una band che ha fatto tanto per la musica ma che non ha ottenuto il massimo successo, frontman a parte che è produttore, dj, creatore di sottogeneri e che ha fatto più musica lui (elettro-rave-techno e compagnia) che una band in 30 anni.
“Digital Hardcore” vi dice qualcosa? Quel genere che mescola techno-punk-rave; quel frastuono atroce che rincoglionisce immediatamente se ascoltato a un volume improponibile, e senza abusare di droghe; quella roba che vede protagonisti una band berlinese, il cui leader era una tra le cotte della sottoscritta circa 10 anni fa…
Ma voi ve li ricordate gli Atari Teenage Riot? Io li ascoltavo quando ero una tredicenne in crisi e mi piaceva tanto quel “digital hardcore” spinto al massimo con bassi profondi e tanta rabbia nei testi.

Alec Empire, quella cotta e creatore proprio del “digital hardcore”, e Nic Endo sono tornati dopo 10-11 anni di pausa, conseguenza della morte del loro compagno (adattatelo anche in termini politici) Carl Crack, insieme al nuovo componente CX KiDTRONiK.
“Is This Hyperreal?” è il nuovo album della band che uscirà il 20 giugno e lo potete trovare in streaming sul sito di XL di Repubblica, insieme a una bella intervista proprio al frontman mezzo addormentato:

XL

Nonostante siano passati tanti anni, la band anarco-berlinese è ancora in grandissima forma e propone leggere evoluzioni nel sound potentissimo che si lega a qualche nuova tendenza legata proprio alla techno-rave (un macello, un delirio, se ti trovi in mezzo al pogo ti sfracelli).

Oltre a questo c’è un forte richiamo al pessimismo: già dai titoli della tracklist potete comprendere quando siano infuriati i tre di Berlino con la situazione attuale, politica e non.
“Is this hyperreal?” è un album fuori dagli schemi, malato, decadente e ricco di improvvisazione techno punk che riesce a far muovere chiunque, anche i meno fan del genere.

Le voci di Alec e Nic esplodono e sono accompagnate dal nuovo vocalist che introduce un po’ di sano hip hop nel nuovo progetto degli Atari Teenage Riot; ma in primo piano ci sono le sonorità marcate da un fragoroso delirio elettro e spaccate da bassi profondi e schitarrate improvvise.
Un nuovo capitolo degli ATR devastante e pronto a devastarvi. Gli Atari Teenage Riot sono tornati più violenti che mai, e sempre pronti a farsi sentire in questo triste mondo che cade a pezzi.

Tracklist

01. Activate!
02. Blood In My Eyes
03. Black Flags
04. Is This Hyperreal?
05. Codebreaker
06. Shadow Identity
07. Re-Arrange Your Synapses
08. Digital Decay
09. The Only Slight Glimmer of Hope
10. The Collapse of History