Cut City e The Sound of Arrows: gli svedesi e il sogno…

Una band che arriva dalla Svezia, legata al post-punk revival, è quella dei Cut City, band attiva dal 2002 e che ha solo 163 like su facebook, dopo un ep del 2009 (“Narcissus can wait”) e un album d’esordio che risale al 2007 (“Exit Decades”).

I Cut City hanno messo in vendita, a soli 10 euro, il loro nuovo album Where’s the Harm in Dreams Disarmed su bandcamp: Cut City .

Il loro genere si avvicina a band come Motorama o ai nostrani Soviet Soviet: sempre post punk, con influenze che riprendono Interpol, Cold Cave, Editors, Echo & The Bunnymen e, ovviamente, Joy Division.
Minuscoli riferimenti di elettronica, stile new wave, si mescolano alla voce, un sospiro intenso ed interminabile, e alle sonorità leggermente cupe che riprendono gli Interpol di “Our Love To Admire” e -tantissimo- i The Cure.
Arrangiamento piuttosto sognante, ma, dato che si parla sempre e comunque di derivati del Post-Punk, tende verso l’inquietudine e, quindi, a una sorta di incubo.

Ghost Pose

Tracklist

1. Void
2. A Modest Recovery
3. The Sound & The Sore
4. Cults Revisited
5. Future Tears Todays
6. War Drum
7. The Kids of Masochism High
8. Left of Denial
9. Ghost Pose – 1) Lover, 2) Drifter, 3)
Floater

Rimaniamo in Svezia e sul tema “sogno”, ma questa volta il sogno non si trasforma in un incubo come nel caso dei Cut City: il “sogno” dei The Sound of Arrows”, infatti, è di tipo fiabesco ed è una sorta di lieto fine.
The sound of arrows, aka due ragazzi svedesi, Oskar Gullstrand e Stefan Storm, che fanno musichetta indie-elettro-pop e che ti esce fuori dagli occhi tanto che è mielosa.

Niente di nuovo: sempre la solita indie-pop-elettro amata soprattutto da ragazze infoiate, come me, e masse di gay pronti a sbavare dietro alla musica e ai due ragazzi che, insomma, meritano.
La loro carriera musicale inizia nel 2006, ma solo nel 2008 propongono il loro primo ep “Danger!” e successivamente si dedicano alle realizzazione di remix e importanti collaborazioni.
Voyage è questo album d’esordio che propone delle tracce sognanti, fiabesche e tipicamente elettropop, in cui la tematica principale è quello dello scappare via. Una fuga, però, che è sempre sognante e non si dirige verso note rabbiose o deprimenti: un album costante, piacevole ed euforico che mira al “Happily ever after”.

Into the Clouds

Tracklist

1.Into The Clouds
2.Wonders
3.My Shadow
4.Magic
5.Ruins Of Rome
6.Longest Ever Dream
7.Hurting All The Way
8.Conquest
9.Nova
10.There Is Still Hope
11.Lost City

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