Gaz Coombes presents: “Here Comes the Bombs”.

Gaz Coombes, ovvero l’uomo con i basettoni più belli degli anni ’90, ritorna sulle scene da solista con il suo nuovo album “Here comes the bombs”, in uscita il prossimo 21 maggio.

Scordatevi di Gaz come frontman dei Supergrass, quindi scordatevi proprio le sonorità e gli arrangiamenti della band di Oxford in questo nuovo lavoro discografico (forse qualcosina in “Simulator”…).
Con “Here comes the bombs” questo grande artista mostra di voler esplorare nuovi territori, analizzando e passando per più generi in sole undici tracce: dal pop al rock, dallo stile cantautoriale all’elettronica.

Sub-Divider

E’ un album veloce, poiché dura meno di 40 minuti, ma davvero efficace e marcato da tonalità ricche e variopinte: da canzoni che potrebbero far parte di un film (“Daydream on a Street Corner”, “Universal Cinema”) si passa a tracce più introspettive e personali (“Sleeping Giant”, “White Noise”), poi ad altre più energiche, danzerecce, sperimentali (“Fanfare”) e alcune in stile classic rock.
“Here comes the bombs” rivela la personalità colta ed esplosiva di Gaz che propone un album open minded, intenso e ricercato.

Tracklist
01 – Bombs
02 – Hot Fruit
03 – Whore
04 – Sub Divider
05 – Universal Cinema
06 – Simulator
07 – White Noise
08 – Fanfare
09 – Break The Silence
10 – Daydream On A Street Corner
11 – Sleeping Giant

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Afterlife

E la dolce e sognante chillwave colpisce ancora, sfornando artisti e progetti a ripetizione (più o meno validi), senza mai fermarsi.
Ecco un altro progetto carino che, per l’ennesima volta, cattura grazie alle dolci melodie incantatrici e quella voce così delicata e sognante: Little Chords.

“Afterlife” è il titolo dell’album “d’esordio” di questo ragazzo di nome Jamison, meglio conosciuto nell’ambiente dream-pop e chillwave come Teen Daze.
Già dal titolo dell’album si può capire l’intento dell’artista: catturare e trascinare l’ascoltatore in un altro mondo, così surreale, fantastico e armonioso.
Questa nuova uscita discografica, che potete ascoltare in streaming su bandcamp (qui), non si allontana da ciò che l’artista propone sotto il nome Teen Daze: voce vaporosa; synth e tastiere che creano melodie gradevoli; drum machine ripetitiva, ma leggera e in secondo piano; chitarre che sembrano essere sfiorate dal vento.
Un progetto molto vicino ad artisti come Chad Valley, Korallreven e Active Child.

little chords

Un album che potrebbe essere la “brutta copia” di ciò che sarà il debutto di Teen Daze, ma intanto resta una prova piuttosto gradevole e di facile ascolto.

Tracklist:

1. Firsts
2. New Town
3. Always Never
4. Saturday
5. Afterlife
6. Clearbrook
7. When Love Ends
8. For You
9. Remember
10. Listen

Drowner

Se vi piacciono le atmosfere shoegaze, quelle del dream pop e quelle evocate da una voce femminile che mentre canta crea quel fantastico effetto “sussurro”, i Drowner fanno proprio per voi.
Questa nuova realtà viene dal Texas ed è formata da Anna Bouchard (vocalist), Darren Emanuel e Sean Evans (chitarre) e Mike Brewer al basso.

Questo nuovo progetto, che ha dato vita all’album omonimo, è ricco di influenze: dai The Cure ai The Pains of Being Pure at Heart, da Zola Jesus a qualche nota più vicina ai My Bloody Valentine; inoltre non mancano quelle note magiche e quasi ambient tipiche del genere.
Le prime otto tracce che si ritrovano in “Drowner” sono sognanti e profonde, ma anche nettamente contrastanti, leggermente cupe ed esaltate da una dolce malinconia; i due brani che concludono questo nuovo album (“Chime”, “Never Go Away”), invece, sono due remix che tendono ad allontanarsi dal genere proposto dalla band.

Drowner

Schitarrate, melodie new wave e una voce brillante e sublime entrano in collisione tra loro regalandoci così armonie surreali che caratterizzano questo bellissimo esordio chiamato “Drowner”, ovvero un album in cui la sensazione dello sprofondare è davvero un’emozione irresistibile.

Tracklist

01 – Point Dume
02 – Never Go Away
03 – Chime
04 – Wildflowers
05 – Written
06 – Tiny Ship
07 – Here
08 – This
09 – Chime (Apples to Earth Remix)
10 – Never Go Away (Nikki Gunz Remix)

Point of Go

Oggi vi parlerò di una band che seguo da un po’ di tempo, grazie ai vari progetti paralleli e grazie a un EP estivo e solare (One Hundred Suns) uscito un po’ di tempo fa: da Oxford, tanto per cambiare, i Jonquil con il loro nuovo “Point of Go”.

I Jonquil sono una band formata da quattro elementi (prima c’erano anche i loro amichetti Trophy Wife nel gruppo) e questo nuovo lavoro, una specie di altro esordio, è il loro terzo album all’attivo.
Nei Jonquil, inoltre (a questi musicisti non gli basta dedicarsi solo ed unicamente ad un unico progetto), potrete – forse- riconoscere la voce di Hugo Manuel, in arte Chad Valley, che si dedica alla dolce elettro-chillwave: c’è qualche piccolo riferimento al progetto del frontman, ma non in maniera eccessiva.

Jonquil

“Point of Go” è un album multiforme poiché la band non propone solamente sonorità più estive e molto pop, ma anche spunti elettro ballabili ed armonie più fantasiose, grazie alla presenza di qualche strumento a fiato.
Le undici canzoni proposte possono sembrare dei piccoli racconti, o delle filastrocche, che catturano e rallegrano chi ascolta, anche se l’album non mantiene questa costante: si nota la presenza di tracce più pensate e riflessive, ma pur sempre accompagnate da brevi accordi che privilegiano la serenità.
Niente di così complicato, o esageratamente innovativo, ma “Point of Go” è un vero e proprio inizio (mi sa che il titolo non è messo a caso) e, quindi, basta semplicemente ascoltare e lasciarsi trasportare dalla fresca e allegra musica dei Jonquil verso la primavera.

Tracklist

01 – Swells
02 – Getaway
03 – It’s My Part
04 – Point Of Go (Part 1)
05 – Point Of Go (Part 2)
06 – Run
07 – This Innocent
08 – Real Cold
09 – Mexico
10 – History Of Headaches
11 – Psammead