Che fine ha fatto il mio Gin&Tonic?

(Risposta: l’ho lasciato nei cessi dell’Arterìa, zio boia).
Per un po’ di tempo non aggiornerò il blog: non lo chiudo, ma stacco un po’ dato che la testa è ai party, tra gli amici e affondata in qualche bicchiere – di troppo- di vino (rigorosamente rosso, fermo e da “botta in testa). Oppure la testa pensa ad altro: non volevo scrivere “chiuso per lutto” poiché è deprimente, e dopo aver pianto per 2 ore dietro-fila ed essermi rincoglionita (trip mentale incluso con stelline fluo) con 25 gocce di antidepressivo (spero non scaduto) anche basta eh (mi sono rotta le palle e ho un mal di testa che nemmeno le sbronze).
Sono sempre più convinta che l’unico dio in cui credere sia Ian Curtis, o Damon Albarn perché è un puro genio.
Un’altra persona a me cara, probabilmente la persona alla quale tenevo di più in famiglia, se ne va: via così, lasciando dentro di me un bellissimo ricordo e quella frase che va ben oltre a un semplice “ti voglio bene”.
Almeno quello.
Comunque lui aveva 91 anni, e diceva di averne 75 (tutti gli credevano ovviamente), amava la vita e ha fatto tante di quelle corna alla mia povera nonna che manco uno come Liam Gallagher: probabilmente avrà avuto qualche figlio sparso per il mondo (dato che negli anni ’40 fu mandato in Libia* da quel “cornuto di Mussolini”, come lui amava chiamarlo).
E lo voglio ricordare un po’ così, anche ironicamente, perché come offendeva lui La Russa, nessuno: “Guarda! C’è satana in tv”. Oppure, riferendosi a qualche politico di Lega Nord \ PDL e di destra: “ma ancora non lo hanno ucciso?” di Bossi, “quella faccia da porco” di Borghezio e quel “mafioso cornuto” di Berlusconi (il “cornuto” per lui era un intercalare).
Insomma: non solo una rockstar che aveva ventimila fidanzate, ma anche una persona estremamente colta, sempre elegante e con penna stilografica e fazzoletto ben piegato nel taschino della giacca.
Grazie nonno, e grazie a coloro che alle 3.40 di questa mattina mi hanno risollevata.

You're gonna live forever

Young Prisms: “In Between”

Dopo il buon esordio di “Friends For Now”, uscito quasi un anno fa, ritornano gli Young Prisms col nuovo album “In Between” e con una nuova formazione che vede la sostituzione alla voce di Jason Hendardy con Ashley Thomas.

La band si forma nel 2009 a San Francisco e risente la forte influenza di band shoegaze come My Bloody Valentine aggiungendoci il gusto tipicamente lo-fi\surf\dreampop di matrice americana: la band con questa nuova uscita mantiene una certa coerenza e realizza un album inferiore al primo, ma pur sempre affascinante e coinvolgente quanto basta.
A volte esaltate da una chitarra e da tastiere più cupe e sovrastanti alle voci e in altre occasioni più delicate e poste in secondo piano proprio nei confronti dei vocalist, le sonorità subiscono una continua variazione a seconda delle tracce proposte.

Floating In Blue

“In Between” è un album che racchiude quelle sfumature Dream Pop sognanti, suggestive e delicate che esaltano la giovinezza e la spensieratezza.
Dieci tracce in cui si fluttua e ci si perde grazie alle voci che riempiono echi e alle sonorità “nebbiose” tipiche del genere.

Tracklist

01 – Floating in Blue
02 – Dead Flowers
03 – Gone
04 – Four Hours (Away)
05 – Runner
06 – Midnight’s When
07 – Outside
08 – Better Days
09 – To Touch You
10 – Sunshine
11 – Wedding Bells

Margot & The Nuclear So and So’s

Rot Gut, Domestic è la quinta uscita discografica della band di Indianopolis, guidata dal carismatico Richard Edwards, Margot & The Nuclear So and So’s.

La carriera di questi (al momento) otto ragazzi inizia nel 2005 con l’esordio “The Dust of Retreat”, ma,nonostante altri tre album a seguire, la band non riesce a raggiungere e a colpire il pubblico europeo: quindi eccomi qui a parlarvi di questo nuovo album alquanto esplosivo.
Inizialmente la band si era indirizzata verso un genere ben differente da questa nuova uscita discografica, poiché molto più legata al chamber pop e a una strumentazione più orchestrale; ma, nel corso degli anni, qualcosa è cambiato e la band ha deciso di indirizzarsi verso un genere più energico e ricco di dettagli noise e indie rock.
Richard e compagni con “Rot Gut, Domestic” raggiungono il loro obiettivo, creando quest’album che mescola generi e stati d’animo: è presente ancora qualche minuscolo riferimento al loro vecchio genere in cui la voce del frontman si mostra più tranquilla e delicata, ma comunque sempre molto intensa; vi sono riferimenti alla classica indie rock coinvolgente, con qualche dettaglio à la Pavement; ci sono tracce più nervose riferite a stati d’ansia e di agitazione.

Prozac Rock

Un album vivo e di piacevole ascolto.

Tracklist:

1. Disease Tobacco Free
2. Books About Trains
3. Shannon
4. Prozac Rock
5. A Journalist Falls In Love With Death Row Inmate #16
6. Frank Left
7. Fisher Of Men
8. Arvydas Sabonis
9. Coonskin Cap
10. Ludlow Junk Hustle
11. The Devil
12. Christ