Dead Ghosts – Can’t Get No

Posso non parlarvi, questa notte, di un album il cui titolo mi fa venire in mente Stones e anni ’60? Non posso farne a meno, anche perché, questa volta, non scrivo della solita British band che fa quel solito rock’n’roll \ modrevival \ britpop revival, ma di una band di Vancouver che mescola generi, ci regala un album entusiasmante, pieno zeppo di garage e di momenti in cui sembra di stare sotto acidi: DEAD GHOSTS.

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“Can’t Get No” è un album variopinto, ma  rivela una certa coerenza dovuta al crudo e puro garage-rock che domina incontrastato in queste 12 tracce.
Le linee di basso  scorrono via velocemente, la voce è spigolosa e incredibilmente affascinante, le chitarre sono brusche come genere richiede.
L’entusiasmo e le capacità dei Dead Ghosts sono davvero impressionanti: la band è in grado di trasportarci negli anni ’60 attraverso tracce piuttosto rapide, del buon rock’n’roll e una voce piuttosto inebriante (“Cold Stare” mi ricorda un certo Mick Jagger...).

12 tracce piacevoli e travolgenti adatte a un pubblico amante del garage, del rock’n’roll, del punk, del lo-fi e del finale inconfondibile determinato dalla morbida  ballad, così piacevole e rilassante ma con un fondo sempre grezzo.

Ritmi frenetici, tante grida e schitarrate forti e massicce: sarà un’attitudine tipicamente del genere, ma questi Dead Ghosts dimostrano di saperci fare.

Tracklist:

01. Can’t Get No
02. That Old Feeling
03. Summer With Phil
04. Cold Stare
05. I Want You Back
06. Roky Said
07. On Your Own
08. You Don’t Belong
09. B.A.D.
10. Tea Swamp Rumble
11. Hanging (In the Alley)
12. I Sleep Alone

The Static Jacks – In Blue

Gli Static Jacks sono una band americana di Westfield, New Jersey, fondata nel 2007 e composta da:
Henry Kaye alla chitarra;
Ian Devaney alla voce;
Michael Sue-Poi alla chitarra;
Nick Brennan alla batteria.

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E oggi vorrei parlarvi della loro nuova uscita discografica “In Blue”, dato che mi ricorda tantissimo il sound indie-americano degli anni ’90.
Da un revival a un altro: il passato musicale resta vivo e vegeto nelle band di oggi e, nonostante le varie ripetizioni nel sound o nel colore vocale, fa sempre piacere riascoltarlo.
Nel caso degli Static Jacks e del loro “In Blue” si possono ritrovare molti riferimenti a una band americana emo-indie-garage-punk, e via dicendo, che ha fatto storia: i Weezer.
In “Wallflowers” e in “Katie Said” si sente una certa somiglianza con la band di Los Angeles sia nel timbro adottato dal frontman di questa giovane band, sia nelle sonorità noise e garage messe in rilievo dalle chitarre.

Oltre a questo tipo di genere non mancano le melodie dallo sfondo pop smielato\orecchiabile, che permettono di passare da un brano più esilarante a una traccia più matura e lenta: si prendano ad esempio le bellissime “We’re Alright” e “Decoder Ring”.

Gli Static Jacks si faranno sentire molto di più grazie a “In Blue”, un album variopinto, davvero piacevole e che comporta la crescita (mentale\fisica\musicale) della band stessa.

Tracklist:

“Horror Story”
“I’ll Come Back”
“Wallflowers”
“Home Again”
“We’re Alright”
“Katie Said”
“Ninety Salt”
“Decoder Ring”
“In Blue”
“People Don’t Forget”
“Greensleeves”