What we talk about anyway?

Il blog si chiama “Music when the lights go out” perché adoravo i Libertines e scrivo di notte, quando le luci si spengono. Ma le luci si spengono anche quando una band sale sul palco, quindi cerco di scrivere “robe” musicali.
Scrivo di band emergenti, scrivo tante cazzate, amo il Modfather, sono dalla parte dei Blur (mi piacciono anche gli Oasis, un po’ meno i fan degli Oasis), adoro i Mods e cerco di non criticare nessuno (certo che *inserisci nome di band hipster-indiefolk-cheduppalle* fanno proprio schifo…).
Colletto della polo sempre abbassato e ben stirato, scarpe basse, con la testa (compresa frangia e cofana) a sognare gli anni ’60. Gin tonic in una mano e calice di vino (buono, mica quello che beve Malesani) nell’altra.
Tifosa della Volley Modena, della generazione dei fenomeni e una cotta incredibile per il colore di capelli (e dei muri) di Bas Van Der Goor.
Dovevo continuare a giocare a pallavolo e diventare fortissimissima, ma un opposto di 1.60m non si è mai visto nemmeno in “Mimì e la nazionale di pallavolo”.
Vegetariana, logorroica e perennemente come l’Emilia dei CCCP.
E, niente: voglio convivere con un musicista britannico e cornificarlo con altri musicisti britannici.

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